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Pini, respinto l’ultimo ricorso

Pini, respinto l’ultimo ricorso

Sull’Ippodromo dopo il Tar anche il Consiglio di Stato dà ragione al ministero La società Sistema Cavalli si era rivolta ai giudici amministrativi l’anno scorso

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FOLLONICA. Anche il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’operato del ministero delle Politiche agricole e forestali in merito al calendario di corse al trotto e al galoppo del 2020 respingendo il ricorso della Sistema Cavallo, società che da qualche anno gestisce la parte sportiva e agonistica dell’impianto di via Massetana. Il provvedimento al centro del ricorso, già discusso di fronte al Tar che aveva confermato la bontà delle decisioni ministeriali, era quello relativo ai criteri per la formulazione del calendario nazionale delle corse che per il 2020 aveva visto nella struttura maremmana una riduzione di giornate di corse rispetto al passato, con una dotazione inferiore anche nello stanziamento del montepremi da distribuire.

La procedura infatti prevede che per ogni anno di corse il ministero delle Politiche agricole, che ha ereditato prima dall’Unire e poi dall’Assi la regolamentazione delle attività ippiche, emani un decreto che fissi prima i criteri e successivamente la distribuzione di giornate in tutti gli ippodromi italiani, con quindi anche la possibilità di riduzioni rispetto alle stagioni precedenti da definire in relazione alle somme a disposizione. Pochi mesi prima era stato inoltre sottoscritto dalla Sistema Cavallo un accordo di partnership approvato dal ministero per concordare la riorganizzazione delle attività ippiche delle società di corse di Follonica e Grosseto con la concentrazione delle stesse esclusivamente nell’ippodromo dei Pini; secondo la Sistema Cavallo l’accordo di partnership avrebbe dovuto produrre i suoi effetti, con la conferma quindi delle giornate degli anni passati ereditate dal Casalone, anche per il 2020 e gli esercizi successivi mentre i nuovi criteri avevano diminuito il totale complessivo delle riunioni sia di trotto che di galoppo. Il massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa ha confermato invece che il decreto di riorganizzazione fra i Pini e il Casalone assicurava per il solo anno 2018 all'Ippodromo di Follonica i livelli di programmazione e dei montepremi delle attività di corse in piano per i fantini e i cavalieri dilettanti previste per l’ippodromo di Grosseto e che la programmazione e il montepremi delle attività di corse sono stati correttamente definiti sulla base delle direttive dei decreti ministeriali che si sono succeduti.

«È vero che il ministero avrebbe potuto consentire il mantenimento del montepremi assegnati a ciascun ippodromo a fronte di un progetto di riorganizzazione – spiegano ancora i giudici – ma non esisteva alcun obbligo in merito, solo una facoltà». Risulta quindi corretta secondo il Consiglio di Stato la formulazione dei calendari successivi al 2018, e quindi anche per l’annualità 2020, al centro del ricorso, perché tale formulazione è stata effettuata sommando le giornate assegnate negli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 dividendo il risultato per quattro con il computo che è poi stato ridotto in maniera equanime per tutti gli ippodromi per contenere la spesa globale all’interno delle risorse disponibili. Per l’ippodromo di Follonica inoltre il dato è stato diviso per due in quanto gli anni di attività dell’ippodromo erano solamente il 2018 e 2019. L’appello è stato quindi considerato infondato con la conferma della sentenza impugnata e quindi della correttezza del calendario, in considerazione della peculiarità delle questioni esaminate le spese sono state compensate fra le parti rimanendo a carico di Sistema Cavallo il contributo unificato per la proposizione dell’appello.l

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