Gioco
Ore 10,15: ruspa in azione a Magliano. Dopo 20 anni si abbatte l’ecomostro
Anche il viceministro Morelli in paese: «Simbolo di buongoverno»
Magliano in Toscana. Leghisti e ruspe, è noto, vanno d’accordo. Ieri mattina, a Magliano in Toscana, per azionare una ruspa attesa da oltre vent’anni, è arrivato perfino il viceministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Alessandro Morelli, esponente del Carroccio come il sindaco dimissionario Diego Cinelli.
L’appuntamento, del resto, era davvero di quelli da segnare negli annali di paese. Finalmente il brutto scheletro di cemento, mattoni e ferro che oscurava le mura trecentesche accanto a Porta Nuova toglierà il disturbo. Iniziato a metà anni Duemila e destinato a ospitare appartamenti, non è mai stato completato perché la ditta è fallita.
Per due decenni l’amministrazione comunale non è riuscita a venirne a capo. Poi, in tempi recenti, è stata trovata la formula giusta. La cubatura è stata acquistata da una mancianese, che si è anche accollata la demolizione dell’opera. La cubatura sarà quindi trasferita altrove e qui, a Porta Nuova, al posto dell’ecomostro verranno realizzati uno spazio verde e 15 posti auto.
La nuova proprietaria ieri non ha partecipato all’evento, scegliendo un basso profilo rispetto all’operazione. Comprensibilmente in prima fila, invece, il sindaco, il viceministro, arrivato per l’occasione da Roma, e, sempre per la Lega, anche il deputato della Lega Mario Lolini e il consigliere regionale Andrea Ulmi, commissario provinciale della Lega. Per l’amministrazione c’erano anche i consiglieri comunali Nicola Guerra e Fabrizio Goracci, testimoni di anni di battaglie parlamentari e regionali partite dal territorio per restituire a Magliano la perfetta visuale sulle antiche mura, e alcuni abitanti, incuriositi dal trambusto.
La ruspa si è accesa poco dopo le 10. Dopo le foto di rito, il lavoro è passato all’operaio, che ha cominciato a staccare pezzo per pezzi, con una megapinza agganciata al braccio della ruspa, brandelli di cemento e cavi di ferro, bagnando di tanto in tanto la struttura che è lentamente collassata in un polverone. I lavori di demolizione dureranno anche oggi. Poi la zona sarà ripulita e si passerà alla realizzazione dei giardini e degli stalli.
«Un impegno preso che portiamo a compimento – dice Cinelli – È un giorno importante non solo per me, ma per tutti i maglianesi che hanno atteso questo risultato per tanti. Ringrazio il viceministro per la sua presenza. Siamo passati dalle parole ai fatti: ci pensa la pinza», ha detto Cinelli.
«Oggi è un giorno importante per la città di Magliano in Toscana – ha detto il viceministro Morelli –. È il coronamento di vent’anni di battaglie e il simbolo del buongoverno di questa amministrazione. Complimenti al sindaco Cinelli e alla sua giunta per aver finalmente messo fine a uno scempio, restituendo dignità a queste bellissime mura, vilipese e umiliate da scellerate scelte politiche del passato».
Soddisfatti anche i cittadini. «Abbiamo delle mura meravigliose: come si poteva vedere un mostro del genere? Per me questo abbattimento è una cosa meravigliosa», dice il signor Maurizio Guidi, «puro maglianese da 80 anni», come si definisce.
L’abbattimento dell’ecomostro è il canto del cigno di questo mandato Cinelli. Dopo la crisi di governo innescata dalle tre ex esponenti di Fratelli d’Italia, la vicesindaca Mirella Pastorelli e le consigliere Doriana Melosini e Nadia Fedeli, Cinelli ha rassegnato le dimissioni e mercoledì 15 giugno scadono i venti giorni nei quali la legge concede un periodo di decantazione della crisi, nell’eventualità che si ricuciano gli strappi.
Colloqui sarebbero in corso, ma la missione appare più impossibile che probabile. Se si arriverà al 15 giugno senza aver trovato un accordo che salvi la giunta, le dimissioni diventeranno definitive e la prefettura nominerà un commissario. Per Cinelli sarebbe la seconda volta in due mandati. La volta scorsa è stato nel 2017. l
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