Il Tirreno

Grosseto

Ventiquattro partecipanti per 45 ore di lezioni

Anche gli studenti al corso Acat per il benessere della comunità

Anche gli studenti al corso Acat per il benessere della comunità

La peer education per sensibilizzare i giovani

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GROSSETO. Anche la decima edizione del corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale al benessere della comunità è giunta al termine.
Durante il corso di 45 ore coordinato dal dottor Giuseppe Corlito sono stati trattati i temi più disparati, dai problemi alcolcorrelati al miglioramento degli stili di vita (secondo il metodo Hudolin), con lezioni frontali interattive, attività esperienziali di gruppo (sia grande che piccolo) condotte e autogestite. Hanno partecipato 24 persone dalle province di Grosseto e Livorno; fra questi, anche 13 studenti dell’Istituto superiore Fossombroni e i loro insegnanti. Alla fine del corso i corsisti dovevano redigere un elaborato finale.
Il corso è stato organizzato da Acat (l’associazione dei club alcologici territoriali) Grosseto nord, Acat Grosseto green, Acat Val di Cornia, Arcat Toscana sud est (l’associazione regionale dei club alcologici territoriali della Toscana), Asl Toscana sud est, Serd Grosseto (il servizio per le tossicodipendenze), Coeso – Società della salute e il Centro di documentazione per gli stili di vita sani di Grosseto.
Gli obiettivi
Le associazioni si sono prefissate vari obiettivi da raggiungere nei prossimi due anni: in primis, bisognerà cercare di riattivare un punto di ascolto al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, in collaborazione con Cittadinanza attiva. Sempre al Misericordia, sperano di poter riattivare l’ambulatorio alcologico. Acat intende anche avviare un progetto condiviso con l’Istituto Fossombroni così da permettere agli studenti di attivare lavori di “peer education” così da sensibilizzazione altri studenti nella scuola di appartenenza per promuovere un cambiamento verso stili di vita sani.
Sarà necessario anche potenziare il lavoro del Centro alcologico territoriale funzionale stringendo collaborazioni con istituzioni pubbliche e private, con l’obiettivo di costituire un Centro alcologico territoriale provinciale: un luogo fisico che sia un punto di riferimento per la comunità per le sofferenze causate da stili di vita a rischio.
Prevenzione
E non solo: le associazioni intendono anche effettuare, nei prossimi due anni, iniziative a ciclo continuo per la prevenzione correlate a questo tipo di stili di vita. Infine, verrà riproposto il progetto “Ospedale senza alcol”, sempre con riguardo agli stili di vita sani. 
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