Il Tirreno

Grosseto

Pizzetti, bambini disabili Riabilitazione “a ostacoli”

Matteo Scardigli
Pizzetti, bambini disabili Riabilitazione “a ostacoli”

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GROSSETO. «“Se fa lei la richiesta via email a noi ci fa un piacere: non ci ascolta nessuno”, mi ha risposto l’ufficio d’Igiene». Dieci anni di segnalazioni da parte di una madre con una figlia disabile non sono riusciti a cambiare le cose. Neanche se lei è la presidente della sezione grossetana dell’associazione italiana persone down, neanche se l’istituzione a cui si rivolge è proprio il centro di riabilitazione psico-fisica per minori a villa Pizzetti.

«Già raggiungere il piazzale è complicato: da quando hanno chiuso il cancello per l’hub vaccinale si deve passare da dietro», premette Sara Restante, che vive ogni disagio della sua Ginevra sulla propria pelle: buche, cattivi odori, pioggia, posteggio, radici, rifiuti. Tutto amplificato.

Come lei tanti genitori da tutta la provincia, dalla mattina alle otto e per due volte a settimana, portano i propri figli al Pizzetti. Bambini e ragazzini con difficoltà cognitive e motorie che si trovano di fronte a un percorso a ostacoli.

«Non abbiamo un parcheggio vero e proprio. Nello spiazzo ci sono sempre macchine posteggiate alla rinfusa e ci sono solo due stalli gialli», aggiunge Restante, che precisa: «Si deve venire per forza in auto. E alcuni genitori hanno il “macchinone” perché è l’unico mezzo in grado di trasportare il figlio in carrozzina, ma uno spazio adatto per far scendere il passeggero non si trova. Ogni sessione – continua – dura un’ora, e ogni ora ci sono fra le otto e le dieci utenze contemporaneamente. Eppure non c’è mai ricambio della sosta: ci sono sempre le stesse auto». Il che dà la misura del “traffico” giornaliero, e allo stesso tempo suscita una domanda: di chi sono quelle macchine?

La risposta potrebbe venire spontanea, puntare il dito potrebbe invece essere controproducente.

In ogni caso, trovato il parcheggio c’è da arrivare all’ingresso; in modalità “difficile” o “molto difficile”. «La pavimentazione è disagiata e sconnessa, e quando piove si creano pozzanghere che non si asciugano mai», racconta ancora Restante, che – a proposito di pioggia – ricorda come «un paio d’anni fa, la tettoia stava cedendo. Ci fu messo un nastro che impediva di passarci sotto, e poi fu rabberciata con una toppa».

Non che con il sole vada meglio: «Le norme Covid ci impongono di restare fuori, e noi aspettiamo tra rifiuti lasciati “a cuocere” in bidoni e cestini, e posacenere improvvisati», racconta ancora, precisando che «l’accesso al centro è vicino all’ingresso di igiene mentale; con tutto quel che ne consegue quando le persone si perdono, visto che la cartellonistica è oramai illeggibile».

In tutto questo, nei giorni scorsi è comparsa una piccola flotta di veicoli elettrici marchiati Asl che – loro sì – hanno degli stalli lungo la parete esterna del Pizzetti. «Magari sono stati gli incentivi, ma è evidente che i soldi per quelle auto si sono trovati. Per noi invece no», confessa Restante.

E così, dopo la risposta paradossale ricevuta dall’ufficio d’igiene, Restante si è infine rivolta ai Nas: «Mi hanno detto che parleranno col capitano. Nel frattempo il Comune dice che al Pizzetti la competenza è di Asl. E noi restiamo tutti senza soluzioni».




 

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