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amministrative 2022

Francesco Maria Gorini: «Io, un civico per Pitigliano»

Francesca Ferri
Giovanni Maria Gorini
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Giovanni Maria Gorini

Candidato nella lista di Camilli, non è mai stato con Fdi: «La mia unica esperienza 20 anni fa con il Popolo delle libertà, ma credo nelle liste civiche»

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PITIGLIANO. «Un doveroso chiarimento sulla mia attuale posizione: senza rinnegare niente, io mi sono candidato vent’anni fa per il Popolo delle Libertà. Ma è stata una parentesi in un percorso che è stato sempre da civico e moderato, da persona che si mette semplicemente a disposizione del paese. È giusto dirlo anche nel rispetto di chi è impegnato e opera a nome di Fratelli d’Italia: non ho contatti con Fratelli d’Italia, o con la Lega; rispetto questi partiti, ma non milito con loro».

La precisazione arriva da Francesco Maria Gorini, oggi candidato consigliere con l’aspirate sindaco Pier Luigi Camilli, nella lista “Insieme per Pitigliano Camilli sindaco”. Nell’edizione di oggi, martedì 10 maggio, del Tirreno ha Gorini è stata erroneamente attribuita una passata vicinanza a Fdi. In realtà la sua esperienza nel centrodestra risale a un periodo in cui Fratelli d’Italia neanche esisteva.

«Era 2002 _ ricorda Gorini _ ed ero candidato con il sindaco Augusto Brozzi, che è mio cugino. Mi presentati come candidato del Popolo delle libertà. Avevo la tessera, sì. Poi però, da quel momento in poi, ho creduto nelle liste civiche. In piccole realtà come le nostre, sono utili perché uniscono e non dividono, uniscono persone diverse che insieme danno il loro contributo. E, anzi, a dirla tutta anche prima di allora ero stato eletto come civico».

Gorini, in effetti, può vantare, tra consiglio comunale e giunta, una delle esperienze più longeve: 27 anni nell'amministrazione pitiglianese.

«Sono consigliere comunale dal 1995 _ spiega _ e già all’epoca mi presentai in una lista civica, provenendo dalla Democrazia cristiana». Nel 2002-2007 l’esperienza con Brozzi, e al turno successivo quella con Luigi Vagaggini, oggi sindaco di Piancastagnaio, che poi perse contro il compianto Dino Seccarecci. Tra il 2012-2017 Gorini è assessore esterno al bilancio e ai lavori pubblici con il sindaco Pier Luigi Camilli, «con cui _ dice _ abbiamo fatto un ottimo lavoro e messo mano a diverse opere pubbliche». Nel 2017 si è presentato nella lista di Giovanni Gherardini, che poi ha perso contro l’attuale sindaco uscente Giovanni Gentili. Dunque nell’ultimo quinquennio Gorini è stato consigliere d’opposizione.

«In 27 anni che sono consigliere comunale o assessore, quello del 2002-2005 è stato l’unico frangente in cui mi sono presentato per un partito», osserva Gorini. «Adesso ho accettato di aderire alla lista civica di Camilli perché sono convinto che Pitigliano abbia bisogno di alzare l’asticella. Gli assessorati li deciderà il sindaco; la nostra lista ha diverse professionalità. Io, da parte mia, mi metto a disposizione. Secondo me Pitigliano ha bisogno di competenza, concretezza e certezza che le facciano fare un salto in avanti».

Dopo il chiarimento di Gorini, dunque, l’elettorato di centrodestra a chi può fare riferimento? «Io mi considero una persona che può prendere i voti di chiunque, perché mi si deve valutare come persona e come amministratore», spiega Gorini.

@RIPRODUZIONE RISERVATA


 

 

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