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Grosseto, trimestre nero per le immatricolazioni auto

Nicole Terribile
Grosseto, trimestre nero per le immatricolazioni auto

Dati a picco rispetto al 2021, crisi dei rivenditori: «Attese lunghissime per il nuovo e i clienti non danno via il vecchio»

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GROSSETO. Riuscire a comprare un’auto nuova è il sogno di molti. In questi ultimi mesi, però, sta diventando sempre più irrealizzabile.

Il settore automobilistico sta vivendo un periodo di crisi. I problemi sono tanti e si sono incatenati andando a creare un meccanismo rugginoso e malfunzionante che ha portato a un crollo delle immatricolazioni. Le difficoltà a reperire i microchip, la pandemia e ora anche la guerra in Ucraina hanno contribuito a sferrare un duro colpo al mercato delle auto.

Un circolo vizioso che ha comportato estremi ritardi nella consegna dei nuovi mezzi. Se fino a poco tempo fa servivano due mesi per poter salire a bordo della macchina nuova, oggi ne servono almeno sei. Per alcuni marchi i tempi di attesa arrivano addirittura a un anno. Tutto testimoniato da una brusca frenata delle immatricolazioni.

In provincia di Grosseto si registra un calo di oltre il 36 percento, se si considerano le immatricolazioni fatte nel primo trimestre del 2021 e quelle nel primo trimestre del 2022. All’archivio nazionale veicoli della motorizzazione civile sono state infatti registrate ben 545 auto in meno.

Risalendo fino al 2020 troviamo dati alterati dal lockdown, iniziato proprio nel mese di marzo. Fare il paragone con l’anno in corso è comunque indicativo perché i numeri non sono poi così diversi, nonostante al primo trimestre 2020 manchi – di fatto – il mese di marzo, quando tutta Italia fu costretta a tirare il freno a mano (nonostante ciò, sono state immatricolate 95 auto).

I dati del 2021, invece, erano decisamente più rassicuranti e avevano fatto sperare in una ripresa che però non c’è stata. «Abbiamo registrato un calo del 40 percento su tutti i nostri marchi», racconta Paolo Ponticelli, responsabile della sede grossetana di Brandini, rivendita di auto Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Jeep. «Alcuni marchi sono messi anche peggio, perché hanno tempi di attesa anche di un anno», continua e spiega che – rispetto a poco tempo fa – i tempi di attesa per avere una macchina nuova sono triplicati.

Il gruppo Brandini ha cercato di giocare d’anticipo e, visti i tempi bui che si prospettavano per il mercato delle auto nuove, a fine 2021 aveva scelto di puntare sull’usato. Non che la situazione fosse idilliaca, ma è servito a tamponare le ferite.

Anche se le registrazioni sono dimezzate rispetto al primo trimestre del 2021, le Jeep restano – secondo Ponticelli – tra le auto più amate dai grossetani: «Nel primo trimestre di quest’anno scarseggiano le immatricolazioni ma non mancano di certo le vendite. L’unico problema è che le auto arriveranno in estate». Ed è allora che saranno immatricolate.

Questa mancanza di auto nuove ha innestato un circolo vizioso che grava anche sul mercato dell’usato: non arrivando i veicoli, i privati non vendono i vecchi mezzi. Il mercato dell’usato si è prosciugato, mentre i prezzi sono lievitati a dismisura.

«Da ottobre a fine marzo non ho avuto neanche un’auto nel salone», racconta Marco Mazzieri, titolare della storica rivendita Auto Mazzieri sulla via batignanese, a Roselle. Una rivendita aperta da suo padre oltre 60 anni fa e in cui l’imprenditore è entrato a far parte da 36 anni. «Non ci era mai capitato di vivere una situazione simile – racconta –. Fino a poco tempo fa avevamo tutto il salone, il piazzale e il portico davanti al negozio pieni di auto usate».

La scelta di Mazzieri è stata dettata anche da una posizione di principio: «Non mi piace “prendere la gente per il collo” – racconta –. I prezzi delle auto usate sono alle stelle; motivo per cui ho scelto di non vendere in questi ultimi mesi. È stato un sacrificio, ma ho preferito non prendere in giro i miei clienti».

Anche l’azienda Brandini ha fatto un ragionamento simile, ma essendo un gruppo di rivendita che opera anche a Pistoia e Firenze ha un margine d’azione maggiore: «Abbiamo solo auto con chilometraggio certificato e messe bene, per questo adottiamo anche una politica del “soddisfatto o rimborsato”», torna a dire Ponticelli.

Mazzieri racconta che alcune zone d’Italia sono rimaste completamente “a secco”. A ottobre aveva venduto le ultime due auto, prima dello stop durato cinque mesi: «Uno dei clienti è venuto da Belluno, l’altro da Cagliari. Prima le auto si compravano nelle vicinanze, ma questi due clienti mi avevano raccontato di essere disperati, perché dalle loro parti non c’erano più mezzi».

In questi ultimi tempi, però, qualcosa sembra essersi mosso: «Avevo sei auto nel salone e ne ho già vendute tre – racconta ancora l’imprenditore – ma se i prezzi continuano ad aumentare temo che sarò costretto a fermarmi di nuovo». Tra gli annunci di mezzi di seconda mano non è raro incappare in chilometraggi da capogiro; auto prossime alla rottamazione. «Si vende di tutto ormai, visto che c’è poca offerta e tanta domanda – continua – ma mi rifiuto di farlo», conclude Mazzieri.
 

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