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LA FESTA

Grosseto: ma che bello colorare l’ex Garibaldi, così bello da non voler smettere più

Maurizio Caldarelli
Grosseto: ma che bello colorare l’ex Garibaldi, così bello da non voler smettere più

“Attacco d’arte” alla futura Casa della Musica: oltre 200 giovanissimi, bimbi e adolescenti, hanno partecipato entusiasti

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L’ex orfanotrofio Garibaldi ha fatto ieri mattina il primo passo verso la riqualificazione. Lo storico edificio di via Mameli, costruito tra il 1922 e il 1924 su progetto dell’architetto Giuseppe Merlo, diventerà la nuova “casa della musica” dopo un restauro che comporterà una spesa per il Comune di Grosseto di circa un milione e 200 mila euro.
 
L’area, in degrado da diversi anni, ieri ha ospitato “L’Attacco d’arte” promosso dal Comune di Grosseto e dal Coeso Società della Salute nell’ambito del progetto di educativa di strada “Street’s rooms”, che ha al suo interno altre iniziative come la realizzazione di uno skate park in via Giotto, ormai prossimo all’inaugurazione. Coordinato dalla pedagogista Francesca Pantalei, il progetto ha l’obiettivo di rendere la città una comunità educante, diffondere una cultura del sano divertimento tra i giovani, promuovere attività ricreative e prevenire il disagio.
 
«È il primo passo della nuova casa della musica – sottolinea l’assessora al sociale Sara Minozzi – iniziamo con questa pannellatura esterna e poi proseguiremo velocemente con quella interna. I lavori hanno preso il via esterna e presto si passerà alla parte operativa. Il progetto sta andando avanti velocemente, anche se confesso che mi piacerebbe vedere per un po’questa pannellatura.«Siamo riusciti a portare a questa iniziativa – aggiunge Minozzi – oltre 200 studenti di ogni età da quelli dai 2 ai 5 anni che frequentano l’asilo nido Lilliput e L’ombrello di Mary Poppins fino ai ragazzi delle scuole superiori. Avevamo cercato di dividerli in gruppi, prima delle 11 e dopo le 11. Alcuni studenti hanno fatto il doppio turno, non c’è stato verso di portarli via. E questo dimostra la riuscita dell’evento». 
 
«Hanno aderito all’iniziativa – sottolinea la coordinatrice del progetto Francesca Pantalei – il Polo Bianciardi, che ha portato gli alunni del polo musicale protagonisti di una esibizione canora; del Liceo Artistico e dell’indirizzo tecnico grafico che ha provveduto a fare le foto e che preparerà anche un telegiornale proprio che verrà trasmesso nei prossimi giorni; davanti al cantiere si sono dati appuntamento anche gli studenti del Professionale per servizi sanitari e assistenza sociale di Follonica, che si sono pagati il biglietto del treno pur di essere presenti. Hanno dato il loro contributo le scuole medie Ungaretti, Leonardo da Vinci. C’erano i ragazzi del servizio diurno del Girasole, una ex insegnante d’inglese che ha fatto il supporto musicale, ma anche alcuni writers di professione, che hanno dato una mano agli improvvisati artisti e a studenti speciali». 
 
«Mi preme evidenziare – prosegue Pantalei – che era presente con una propria troupe anche la Scuola di cinema del regista Francesco Falaschi, che ha ripreso alcuni passaggi degli straordinari lavori che sono stati preparati da questi artisti in erba, che hanno voluto lasciare un segno su una struttura che prossimamente sarà un vanto per la loro generazione. Non solo però i ragazzi tenevano a questo “Attacco”, ma anche alcuni insegnanti che hanno preso il giorno di festa pur di dare il loro contributo». 
 
Durante le tre ore dell’Attacco d’arte c’è stata una completa integrazione tra i partecipanti, che si sono organizzati e coordinati in base all’età: i piccolini di due anni sono stati aiutati dagli studenti follonichesi a dipingere sui pannelli. Gli altri studenti hanno seguito le indicazioni degli insegnanti, dei docenti d’arte Raffaele Viscovo e Cristina Cinquemani, ma anche di alcuni writers esperti come Marco “Sera” Milaneschi, Alice Mazzilli, Claudio Chimenti, Matilde Garagli.
 
I ragazzi hanno eseguito lavori sul tema della musica, accompagnati dalle note della chitarra e della voce di Adriana Giulia Sindery, ex insegnante del Rosmini e del Grafico: «Collaboro con Francesca Pantalei fin dal 2010 – commenta Sindery – è questa è stata una delle più belle iniziative alle quali ho collaborato, insieme a quelle fatte in passato insieme al Cesvot, Coeso e Amnesty International».
Alla fine dell’estate la pannellatura verrà riverniciata e riadibita a nuovi attacchi d’arte a ottobre. 
 

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