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Cinigiano: Alival annuncia tre licenziamenti, timori al polo di Santa Rita

Massimiliano Frascino
Cinigiano: Alival annuncia tre licenziamenti, timori al polo di Santa Rita

La direzione ha comunicato che, a inizio 2023, di 13 addetti ne resteranno 10. Micci (Flai Cgil): «Piano industriale lacunoso, qua ci sono grandi potenzialità»

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CINIGIANO. Al polo logistico e di distribuzione Alival che ha sede a Santa Rita, nel comune di Cinigiano, sono tutti in apprensione. La direzione aziendale, infatti, ha comunicato ai 13 addetti che entro il primo trimestre del prossimo anno saranno licenziate tre persone.

Si tratta dei cascami di una vicenda più complessa di ristrutturazione aziendale che coinvolge la società di proprietà del gruppo francesi Lactalis, che a Ponte Buggianese ha intenzione di licenziare 74 persone, rispetto alla quale la Regione Toscana sta attivando un tavolo di trattativa su iniziativa del consigliere per il lavoro e le crisi aziendali Valerio Fabiani.

A Santa Rita, nel 2020, Lactalis ha rilevato il polo logistico e di distribuzione di Alival-Nuova Castelli, che a sua volta, nel 2018, era stato acquisito da un fondo di investimenti. L’impianto, dotato di moderne celle frigorifere e di stagionatura dei formaggi, si occupa del congelamento e dello scongelamento del latte di pecora destinato a essere lavorato dal Caseificio di Pienza, della stagionatura e tinteggiatura delle forme di pecorino, del loro sporzionamento e confezionamento, nonché del trasporto del prodotto presso i negozi della grande distribuzione organizzata clienti di Lactalis.

Già al momento dell’ingresso di Alival-Nuova Castelli in termini occupazionali ci fu un ridimensionamento, con il passaggio da 38 addetti a 16. Successivamente con l’arrivo di Lactalis i dipendenti sono diventati 13, e all’inizio nel 2023 saranno 10. Chiaro che questo desti grande preoccupazione.

«Lactalis – spiega Pierpaolo Micci, segretario della Flai Cgil – ha acquisito l’azienda perché interessata ad avere un prodotto come il Pecorino Toscano Dop fra le proprie referenze. A livello organizzativo puntano su unità di business autonome, ma in passato siamo dovuti intervenire per contestare i metodi di gestione dell’impianto. Pochi giorni fa a Milano ci è stato presentato un piano industriale lacunoso e poco trasparente rispetto alle prospettive aziendali. Noi abbiamo contestato le scelte di riduzione del personale su Santa Rita, perché non tengono conto delle potenzialità del sito di lavorazione nella prospettiva della ripresa produttiva e di vendite del Pecorino Toscano Dop. Ci siamo anche attivati con la sindaca di Cinigiano, Romina Sani, e abbiamo chiesto all’azienda di venire sul territorio per confrontarsi nel merito sulle opportunità di sviluppo del polo di lavorazione e stoccaggio a servizio del Caseificio di Pienza. Per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni modo le ipotesi di riduzione del personale. Fra l’altro, già a partire dal 1° maggio si concluderà il periodo di contratto di solidarietà, in concomitanza con il picco delle lavorazioni stagionali. Siamo convinti che al centro di Santa Rita ci siano le condizioni per mantenere l’occupazione e in prospettiva per incrementarla, ma occorre ragionare con l’azienda dei criteri gestionali».

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