Il Tirreno

Grosseto

IL LUTTO

Grosseto: addio all’ingegnere Augusto Ferrari, decano dei collaudatori della città

Francesca Ferri
Grosseto: addio all’ingegnere Augusto Ferrari, decano dei collaudatori della città

Dirigeva la filiale del laboratorio senese GeoTec, aveva insegnato fisica nel capoluogo e a Follonica

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Una città non è solo un insieme di persone che vivono vicine le une alle altre. Una città sono anche muri, case, palazzi, edifici grandi e piccoli, spazi privati e pubblici, ospedali, scuole, piazze. Strutture dove trascorre la vita, che devono essere un riparo sicuro per chi le abita. Per decenni a Grosseto di quella sicurezza si è occupato l’ingegnere Augusto Ferrari, un nome che da solo evoca competenza e professionalità. Ed è per questo che Grosseto oggi si ritrova orfana di uno dei suoi padri. L’ingegner Ferrari è scomparso martedì 26 aprile all’età di 82 anni.

Nato a Roccatederighi il 3 giugno 1939, Ferrari si era laureato in Ingegneria civile a Roma nel 1975. Iscritto all’albo degli ingegneri dall’anno successivo era abilitato alle attività di prevenzione incendi, collaudi tecnici amministrativi, norme per la sicurezza degli impianti, collaudi di strutture in cemento armato e acciaio.

A Grosseto dirigeva la filiale, in via Adda, del laboratorio senese GeoTec, dotato di autorizzazione ministeriale. Ha anche insegnato fisica a Follonica e a Grosseto.

Ad Augusto Ferrari si devono i progetti ingegneristici e i collaudi di alcune delle strutture più importanti della città, dal restauro dell’ex convento delle Clarisse, oggi gioiello culturale della città, alla biblioteca Chelliana. Tra le sue opere si ricorda anche il collaudo di piazza Nassiriya, completamente realizzata sulla copertura del parcheggio sotterraneo. Fu lui a spiegare, qualche anno fa dalle pagine del Tirreno, che, a dispetto delle dicerie popolari, la struttura è perfettamente in grado di reggere il peso e che l’unico ostacolo alla piena fruibilità sono, in realtà, le mattonelle: troppo delicate per camion o grosse strutture.

Fuori da Grosseto porta la sua firma, sempre dal punto di vista ingegneristico, la biglietteria del Giardino dei Tarocchi, il favoloso parco d’arte di Niki de Saint Phalle, ideata dall’architetto Roberto Aureli, con cui Ferrari ha collaborato anche per la Chelliana.

Era inoltre il responsabile per la sicurezza, servizio prevenzione e protezione, per due importanti scuole superiori del capoluogo, il Fossombroni e il Rosmini. Non si contano poi le consulenze fatte per conto di amministrazioni pubbliche su scuole, strade e impianti pubblici.

«Babbo era instancabile, ha lavorato fino a tempi molto recenti. E proprio l’ultimo progetto è quello che forse lo ha reso più orgoglioso: il collaudo della nuova ala dell’ospedale di Grosseto», ricorda il figlio Alessandro. Sia lui, sia il fratello Alessio gli avevano regalato l’orgoglio di condividere la sua stessa passione e sono entrambi ingegneri.

«Era orgoglioso dell’ingegneria in sé», racconta ancora Alessandro.

Sposato con Ida Chelini, Augusto Ferrari pochi mesi fa aveva raccolto le sue memorie in un libricino, “Ragazzo del tufolino” – dal nome della via dove abitava da bambino a Roccatederighi – che aveva fatto stampare e aveva regalato ad amici e conoscenti.

Da qualche tempo combatteva contro una grave malattia. Seguito dal centro di leniterapia, si è spento senza soffrire a casa sua. Oltre alla moglie e ai figli, lascia quattro nipoti. I funerali si terranno oggi in cattedrale alle 15,30. Quindi il feretro proseguirà per il tempio crematorio di Sterpeto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato