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Lo zar dell’aeroporto di Grosseto nella “Putin List” per i sindaci non è un problema. Anzi

Andrea Capitani
Lo zar dell’aeroporto di Grosseto nella “Putin List” per i sindaci non è un problema. Anzi

Lo scalo e il suo presidente (e sua moglie) sono finiti nel mirino del servizio di Report andato in onda lunedì scorso 

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GROSSETO. «Se non ci fosse stata la guerra se ne sarebbe parlato?», risponde il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna al videogiornalista di Report Giulio Valesini. Argomento dell’intervista sono l’aeroporto di Grosseto e il suo presidente Roman Trotsenko, oligarca russo nella “Putin list” Usa a proposito del quale il primo cittadino grossetano (e presidente della provincia, al tempo della nomina di Trotsenko) del quale dice solo che «è un benefattore e mecenate che si occupa di arte, cultura e bonifiche del territorio».

Nessuna sanzione in vista per il russo, proprietario attraverso la moglie di una quota dello scalo civile che si trova nell’aeroporto militare di Grosseto; un asset strategico visti i tempi che corrono. Trotsenko, che controlla anche 14 aeroporti in Russia, non è infatti nella lista nera dell’Unione Europea, bensì nella Putin List americana stilata nel 2018.

Il magnate russo è, al momento il maggior azionista della Seam (la società esercizio aeroporto Maremma) ma, se si considerano le somme in mano ai soggetti pubblici e privati, non ha comunque la maggioranza relativa. In questo momento la Provincia ha in mano il 25,25%, la Regione possiede il 7,08% e la Camera di Commercio ha il 5,43%. I tre enti pubblici insieme hanno il 37% circa, mentre il 35,26% appartiene alla società Ilca srl, che a sua volta appartiene alla Plutoworld Limited di Cipro, che a sua volta è controllata dalla Aeon Corporation, il cui presidente del consiglio di amministrazione è proprio Trotsenko. Una matrioska di imprese come ultimamente siamo abituati a vedere con le società dei magnati russi. Il 6,98% della Seam è invece in mano ad altri soci con partecipazioni inferiori al 5%.

Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, possiede invece il 20% delle azioni di Seam, acquistate qualche tempo fa da Banca Intesa e Popolare di Vicenza. «Per me sono gli enti pubblici i soggetti di riferimento. Il signor Trotsenko l’ho visto una sola volta. Invece, interloquisco spesso con gli altri azionisti della Seam», dice Rattazzi, interpellato dal Tirreno».

Trotsenko, come detto, comunque non è tra gli oligarchi soggetti a indagini e congelamenti come avvenuto in altre parti dell’Italia e dell’Europa: il russo non fa parte della lista nera di magnati stilata dalla Ue in cui si trova invece, tra gli altri, anche German Borisovich Khan, conosciuto in zona per essere il proprietario, attraverso una delle società intestate alla famiglia, di Villa Feltrinelli.

Trotsenko si trova però, dal 2018, all’interno della Putin List, ovvero la lista presentata quattro anni fa dal dipartimento del tesoro Usa dove sono inseriti gli oligarchi vicini al presidente Vladimir Putin, al 90° posto dell’Appendice B. Tra l’altro, nel settembre 2021 Trotsenko era stato insignito (come si legge sul sito dell’ambasciata italiana a Mosca), dell’onorificenza di «Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia», perché – si legge nelle lunghissime motivazioni del premio – «amante dell’Italia e da lungo tempo anche sostenitore delle attività dell’ambasciata, ha promosso attivamente una maggiore collaborazione tra le imprese facenti capo alla sua holding industriale e le aziende italiane. Negli ultimi anni, la sinergia tra Aeon e società italiane è aumentata considerevolmente a livello commerciale e di partnership, in particolare nei comparti edilizio e della navigazione marittima. Da ultimo, Aeon ha acquisito il controllo dell’aeroporto civile di Grosseto con un importante piano di sviluppo e rilancio dello scalo, e conseguenti ricadute in termini economici e occupazionali per l’Italia».

In futuro potrebbero comunque essere i tre enti pubblici, che possiedono la maggioranza relativa, ad assumere un ruolo ancora più attivo nella gestione dell’aeroporto. Il presidente di Seam è Tommaso Francalanci, mentre l’attuale consiglio scadrà a giugno di quest’anno. I tre enti vedranno poi cosa decidere per il futuro della Seam, che gestisce l’infrastruttura civile di Grosseto.

Stando inoltre a quanto emerge nel servizio di Report andato in onda su Rai 3 lo scorso 25 aprile, le quote della Ilca non sarebbero in mano direttamente allo stesso Trotsenko, bensì alla moglie Sofia, come spesso avviene in questi casi. Il nome di Trotsenko risultava tra le carte solo tra il 2014 e il 2015, il periodo successivo all’invasione della Crimea, e l’intestazione alla moglie potrebbe essere avvenuta per evitare eventuali sanzioni. Quote che in passato erano state vendute alla Ilca dal Comune di Grosseto, quando era ancora sindaco Emilio Bonifazi. «All’epoca non mi ponevo il problema se fosse russo», ha detto Bonifazi ai microfoni di Report. Trotsenko è inoltre proprietario dal 2014 di una villa a Punta Ala, con accesso esclusivo alla spiaggia di Cala Civetta.


 

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