Sicurezza
È morto a 57 anni Adriano Belcari
Fu storico capitano della Castiglionese
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Nel pomeriggio di domenica 24, la comunità di Castiglione della Pescaia è stata scossa da una notizia terribile, devastante: uno dei suoi figli più cari, Adriano Belcari, 57 anni, per oltre venti storico giocatore e capitano della Castiglionese, è morto mentre era nell’abitazione del padre.
A stroncare “Adri”, com’era amichevolmente chiamato, probabilmente un infarto che non gli ha lasciato scampo, di quelli fulminanti, con i sanitari del 118 che chiamati dai familiari hanno cercato a lungo di far ripartire il cuore dell’uomo, senza purtroppo riuscirci.
La notizia si è sparsa in un attimo nella cittadina costiera e anche in tutta la provincia di Grosseto. Belcari è stato l’emblema della Castiglionese calcio, uno di quei giocatori all’antica che aveva tatuata la maglia “rossoblè” sulla pelle, da difendere, come il suo ruolo, contro tutti. E poi anche perché insieme al fratello Alessandro aveva continuato a lavorare nell’officina di famiglia alla Valle, lasciata in eredità dal padre Valfredo, dove praticamente generazioni sono passate almeno una volta, per riparare il motorino o l’ape, o solo per scambiare due parole sul calcio o la vita, con quei ragazzi sempre disponibili e con il sorriso stampato in faccia.
Chi scrive era amico di Adri, il capitano, che aveva ricevuto i galloni da un altro storico capitano, Marco Nucci anche lui portato via troppo presto per un male incurabile. Belcari a dispetto di tutto era un amante del suo paese in modo viscerale, di quella Castiglione dove alla fine degli anni Sessanta si giocava a pallone per le strade e le amicizie erano indissolubili, quanto forti e granitiche. Generazioni che credevano nei veri valori, e se chiedevi un aiuto nessuno si tirava indietro, anzi in qualche caso potevi essere anche anticipato nel ricevere consigli e indicazioni.
Adriano è stata una persona inconfondibile, con un carattere eccezionale: impossibile vederlo arrabbiato, nemmeno quando perdeva una partita importante. L’umore era sempre scanzonato, pronto a sdrammatizzare in ogni occasione e non cercare mai la lite, anzi. E poi Adri viveva costantemente il suo paese, cresciuto per la strada e non davanti alla televisione: mettersi a chiacchierare con lui era la normalità, che si trattasse appunto di ricordi e aneddoti sul campionato di calcio, lui tifoso della Juventus ma non di quelli accaniti, come dei tanti episodi di vita quotidiana.
Da stopper vecchia maniera, per lui era importante non far fare gol al centravanti avversario, e infatti in una carriera con quasi 500 partite, tutte con la Castiglionese che non ha mai voluto lasciare pur ricevendo tante richieste, avrà fatto al massimo un paio di reti. Ma la sua presenza era come uno scudo per tutti i compagni, che si aggrappavano alla sua forza fisica e morale.
Adriano Belcari lascia la compagna Sonia Lorenzoni e il figlioletto Gabriele.
Ciao Adri.
Enrico Giovannelli
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