Sicurezza
«Il turismo balneare traina la Maremma»
Confesercenti ha presentato uno studio sugli anni 2005-2019: il trenta per cento dei vacanzieri arriva dalla regione
MARINA DI GROSSETO. Dopo le ottime prove generali di Pasqua e Pasquetta, i bagnanti scalpitano all’idea che tra poche settimane si aprirà ufficialmente la stagione estiva. In questi ultimi due anni molti si sono dovuti leccare le ferite causate dalla pandemia. L’estate, comunque, ha regalato grandi soddisfazioni ai balneari della costa maremmana, che ha retto bene l’onda d’urto. Il turismo sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’economia Toscana e, proprio per cercare di far splendere il suo valore, Marco Di Giacopo coordinatore sindacale di Confesercenti ha realizzato una ricerca sull’importanza del settore balneare nel sistema turistico, in particolare in provincia.
Il suo lavoro è stato illustrato ieri alla Terme Leopoldo II di Lorena a Marina di Grosseto, in un incontro organizzato proprio da Confesercenti Grosseto e coordinato dal presidente provinciale Fiab Claudio Pierini. Hanno partecipato una trentina di balneari e l’assessore all’economia e al turismo regionale Leonardo Marras. Tra il pubblico anche Riccardo Megale, assessore al turismo del comune di Grosseto. Dallo studio di Di Giacopo, che analizza i dati dal 2005 al 2019, emerge che i toscani sono turisti a casa loro. «Circa il 30 percento dei vacanzieri che arrivano nelle spiagge in regione arrivano da altre città del granducato», spiega Di Giacopo. Nel 2017, si contavano 13 milioni di presenze, e 5 milioni avevano la “c aspirata”. Dipende dalle zone, ovviamente, ma in provincia il dato oscilla tra il 20 e il 30 percento. «È proprio il turismo di prossimità che ci ha “salvato” durante le ultime due tragiche stagioni estive», commenta Alessandro Tortelli, direttore scientifico del Centro studi turistici. Un tipo di turismo che era già consolidato prima della pandemia, ma che ha ottenuto una marcia in più negli ultimi due anni. «In Maremma nel 2021 si è registrato un calo del turismo balneare “solo” dell’8 percento», continua Tortelli. Un dato che è da considerarsi oro se paragonato con il calo del 50 che hanno registrato le città d’arte. Tantissimi anche gli italiani, che rappresentano in Maremma tra il 70 e l’80 percento dei turisti balneari. Insomma, un turismo che si autoalimenta.
Ma attenzione a mettere in secondo piano l’importanza dei vacanzieri stranieri, che hanno cominciato a visitare l’Italia solo da alcuni decenni a questa parte. «I soli toscani o italiani non bastano per sostenere il comparto turistico», dice Marras. È importante lavorare e investire per attirare quante più persone possibile nella nostra regione anche dall’estero, dove «il brand “Toscana” è molto forte e apprezzato. La regione è percepita come molto elegante, ma non elitaria – continua l’assessore – per questo è importante non scadere in messaggi che diano una visione troppo scherzosa e poco elegante dei toscani». Un’affermazione che ha tutto il sapore di una frecciatina. L’importanza del settore è cresciuta negli ultimi anni. Secondo i dati illustrati da Di Giacopo, infatti, a oggi in provincia sono di più gli addetti che lavorano nel settore del turismo che in agricoltura: «Una cosa che non ci saremmo mai aspettati negli anni Novanta – commenta Marras – Bisogna smettere di definire la Maremma solo come la provincia agricola». E il peso del comparto è dimostrato anche dal fatto che i turisti balneari sono quelli che rimangono in Toscana più a lungo di tutti, a prescindere dal Paese di origine: «Gli italiani – spiega Di Giacopo – rimangono nelle località marittime per cinque giorni in media, mentre gli stranieri per sei». Nelle città d’arte, invece, tra i due e i tre. In ogni caso è essenziale riuscire ad attrarre ancora più turisti non autoctoni. «L’importante – conclude Marras – è investire su infrastrutture e servizi qualificati, anche a livello di accoglienza, che ad oggi manca in alcune zone della provincia». Investire è però diventato più complicato per i gestori degli stabilimenti: «per farlo serve stabilità – dice Gianni Masoni, responsabile area turismo di Confesercenti Toscana – e i balneari devono ancora capire cosa accadrà in merito alla vertenza sulle concessioni». Insomma, fantasma Bolkestein presente.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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