Roselle: «Aiutateci a salvare la stagione teatrale»
Dalla Direzione archeologica e dalle compagnie artistiche l’appello ai politici per il reclutamento del personale di custodia
ROSELLE. La stagione culturale al parco archeologico di Roselle è a rischio. La speranza è l’ultima a morire, è vero, ma se non arriverà nuovo personale sarà quasi impossibile garantire lo svolgimento di spettacoli teatrali. E così anche a Cosa e a Vetulonia.
Il ministero della cultura ha organizzato un concorso per reclutare 1.052 nuovi operatori culturali da inserire nell’organico dei musei italiani. Nonostante a fine febbraio si siano tenute le prove orali, non è ancora stato comunicato dove verrà indirizzato il nuovo personale. Insomma, è ancora tutto in forse. E intanto c’è il rischio che venga annullata del tutto la stagione di spettacoli ed eventi a Roselle. Sarebbe la prima volta in oltre trent’anni.
Proprio per evitare il peggio, sia Susanna Sarti , direttrice delle aree archeologiche nazionali di Cosa, Roselle e Vetulonia, sia il regista Francesco Tarsi, chiamano a rapporto senatori e deputati maremmani: «Aiutateci a risolvere la situazione. Abbiamo bisogno di personale per mandare avanti i musei». Dato che sembra tutto essere in stand by per il momento, gli operatori culturali maremmani invitano i deputati Luca Sani, Mario Lonini, Elisabetta Ripani e il senatore Roberto Berardi a fare qualsiasi cosa in loro potere per smuovere la situazione. L’appello arriva anche dalle compagnie teatrali che negli scorsi anni hanno dato vita ai loro spettacoli durante l’estate rosellana nell’anfiteatro.
«È una vera e propria corsa contro il tempo per trovare soluzioni alla carenza di personale», dice Francesco Tozzi della compagnia Confine zero. Se non dovesse essere possibile usare l’anfiteatro rosellano come “casa” per gli spettacoli teatrali, secondo l’artista: «Si priverebbe un corposo gruppo di associazioni culturali del loro lavoro, che quest’estate si troveranno costrette a snaturare i loro obiettivi artistici e a vagare in cerca di un’alternativa». È quasi impossibile, infatti, poter ricreare la magia che si respira durante gli spettacoli notturni al parco archeologico d’estate, spesso illuminato da una distesa di stelle, che durante le serate estive illumina le scene messe in atto dagli artisti.
«Sappiamo che c’è ben poco che possiamo fare – dicono dal Teatro nel bicchiere – Ma sarebbe fantastico potersi esibire in una location così suggestiva». Lo scorso agosto il Teatro nel bicchiere si era esibito a Roselle con “Le baccanti”. Quest’anno sperava di poter replicare, mettendo in scena tre spettacoli che – a detta loro – sarebbero stati perfetti per quella location, ma le speranze di poterlo fare sembrano ormai essere del tutto svanite. È dal 1986 che gli scavi di Roselle sono protagonisti della vita culturale estiva della provincia. Quell’anno, Tarsi portò in scena “Voci nell’anfiteatro”.
E per i successivi 35 anni nel palinsesto c’è sempre stato uno suo spettacolo o un evento da lui organizzato. E proprio lui, il veterano degli spettacoli rosellani, non si lascia prendere dallo sconforto e, anzi, è piuttosto ottimista: «Speriamo di riuscire a mettere in scena degli spettacoli almeno durante il pomeriggio. A Roselle – continua il regista – c’è una grande quercia secolare che fa molta ombra: potrebbe essere un punto perfetto per gli spettacoli pomeridiani». Certo è, però, che le compagnie teatrali non possono aspettare ancora a lungo. Se non dovessero arrivare nuovi custodi a breve (ne servirebbero almeno una decina da distribuire nei tre parchi) si potrà dire addio al teatro sotto le stelle di Roselle. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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