Il Tirreno

Grosseto

il furto 

In Duomo per rubare ex voto alla Madonna, sfonda il cristallo con un candelabro

Matteo Scardigli
In Duomo per rubare ex voto alla Madonna, sfonda il cristallo con un candelabro

L’appello del vescovo: «Se hai bisogno di aiuto, la Chiesa c’è»

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GROSSETO. Michele Moriello, custode del Duomo di Grosseto dal 1993, come ogni mattina anche ieri si trovava alla sua postazione in sacrestia. E dalle immagini delle telecamere ha visto entrare in chiesa una figura che lo ha insospettito.

«Aveva un cappello, gli occhiali da sole, la mascherina e soprattutto i guanti. Un dettaglio che mi è sembrato strano, con il caldo di oggi (ieri)», racconta Moriello, che poi aggiunge: «È entrato che erano circa le 8. L’ho notato perché, la scorsa settimana, era venuto più volte e si guardava intorno». Come per un sopralluogo.

In pochi minuti l’uomo mascherato si è diretto verso la cappella della Madonna delle Grazie, lungo la navata sinistra, ha preso dall’altare uno dei candelieri in ottone e ha provato a scassinare la teca degli ex voto alla Madonna con la punta su cui viene “infilzata” la candela. Non riuscendoci si è accanito contro il vetro fino a sfondarlo, aprendo un varco largo a sufficienza per infilare dentro la mano.

«Sono corso in cattedrale è gli ho gridato di fermarsi, che stavo chiamando i carabinieri», continua Moriello, che si è lanciato all’inseguimento: «Ha scaraventato a terra un pesante candeliere che mi ha rallentato. Quando sono uscito dal portone lui era già sparito in bici nel vicolo». Dietro di lui si sono lanciati anche agenti della municipale in borghese, ma invano.

L’uomo ha puntato alla teca con gli oggetti di maggior valore (scartando l’altra) e avrebbe arraffato una manciata di pesanti collier e anelli d’oro per un valore ancora da stimare.

Sul posto è intervenuta la Polizia per i rilievi. Determinante, per il riconoscimento del ladro, potrà essere proprio il filmato delle telecamere.

«Non sono mai episodi piacevoli. Indipendentemente dal valore di ciò che viene portato via, resta soprattutto lo sfregio alla pietà popolare che c'è dietro quegli oggetti ex voto», ha commentato a caldo il vescovo, monsignor Giovanni Roncari. Il prelato ha poi voluto sottolineare come «una comunità si costruisce anche attraverso piccoli segni, come lo erano quelli, che da decenni si trovano ai lati del quadro della Madonna, a testimoniare la devozione di un popolo».

Il monsignore si è poi rivolto indirettamente al ladro con un messaggio di carità e perdono: «A chi si è macchiato di questo gesto lancio un appello: riporta indietro quanto hai preso e, se hai bisogno di un aiuto, la Chiesa c'è per accoglierti nel nome di Gesù risorto. Non è rubando che risolverai i tuoi problemi».

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