Lutto
«Il caffè? Lo pago con il bancomat» gli esercenti pronti al nuovo obbligo
Tra due mesi e mezzo entra in vigore il decreto anti-evasione. Ma c’è chi vorrebbe lasciare al cliente la possibilità di scegliere
GROSSETO. Dal 30 giugno in arrivo multe per chi rifiuta i pagamenti con carte e bancomat. È quanto stabilito dal decreto per l’attuazione del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, un decreto per contrastare l’evasione. Tutti i pagamenti dovranno essere accettati, anche quelli da pochi centesimi. Nonostante manchino ancora due mesi e mezzo all’entrata in vigore dell’obbligo, i commercianti grossetani si stanno già preparando, ognuno a modo suo. In realtà, per professionisti ed esercenti pubblici l’obbligo di avere il Pos è in vigore dal 2014, ma fino a oggi non erano state previste sanzioni per gli inadempienti. La multa prevista è di 30 euro, cui si aggiunge il 4 per cento dell’ammontare della transazione rifiutata. In pratica, se un bar si rifiuta di far pagare con il bancomat un caffè a un cliente (con un costo medio di 1,20 euro), rischia una multa di 30,05 euro.
A Grosseto, comunque, molti si sono organizzati per tempo. Molti bar, infatti, accettano da anni pagamenti con carte e bancomat, anche per un solo caffè. Tra questi ci sono il “5.8 Coffee” di via Emilia e il “Bar Paperella” in via Grieg. «Il cliente ha il diritto di scegliere come pagare. Abbiamo il bancomat da quando abbiamo aperto – dice Amr El Naggar, che lavora al Coffee 5.8 – Il nostro bar è vicino a due scuole (l’Isis Fossombroni e la scuola elementare di via Sicilia, ndr) e i giovani usano quasi esclusivamente il bancomat per pagare». Addirittura, al bar hanno anche un’applicazione della banca sul telefono, che viene collegato a un terminale e questo consente di rendere i pagamenti con moneta elettronica ancora più veloci. Anche al Bar Paperella i conti si saldano con il Pos: «Dal novembre 2019 ho acquistato il terminale – dice il titolare Fabio Rossi – Ho fatto un abbonamento con un conto corrente online: pago l’1 per cento di commissioni su ogni transazione. Per ogni caffè pagato col bancomat ho un costo di un centesimo». A prescindere dal costo delle commissioni, Rossi si rifiuta di alzare i prezzi: in via Grieg il caffè continua a costare un euro. Anche alla Libreria Chelli di via Emilia carte e bancomat sono ben voluti: «Accettiamo qualsiasi pagamento con il Pos, anche per una penna da 60 centesimi», dice la titolare Margherita Sessa Vitali, con la figlia Matilde. La sua banca, comunque, le riconosce dei microrimborsi per cifre “irrisorie” pagate col bancomat. «In Italia siamo arrivati tardi. Quando sono andata negli Stati Uniti, più di 30 anni fa, già si pagava tutto con la carta». Nonostante ciò, secondo lei sarebbe sempre meglio avere con sé un po’ di contanti.
Sono invece più preoccupati al Tabacchi Europa di viale Europa. Fino a oggi, infatti, c’era una soglia minima per i pagamenti con carte e bancomat: «minimo una stecca (di sigarette)», conferma Elisa Ramazzotti, che vi lavora. Le commissioni, per loro, si aggirano intorno ai 20 centesimi per operazione. In pratica, far pagare un gratta e vinci con la moneta elettronica (o qualsiasi altro prodotto soggetto a Monopolio di Stato, come le sigarette) significa rinunciare all’aggio (ossia al guadagno) della vendita. «L’unica alternativa ad oggi è usare Satispay, con la quale non paghiamo commissioni per pagamenti inferiori ai 10 euro».
L’obbligo, comunque, si fa sempre più vicino. A prescindere da ciò, però, sembra ormai impossibile tenere aperta un’attività senza il Pos. Lo sa bene Cristina Semplici, la “Cristina fiori” con il marito Giovanni Borghi di piazza De Maria: «Sto cambiando banca e sono momentaneamente senza Pos – dice – E infatti ho perso alcune vendite in questi giorni. Anche perché non ci sono sportelli Atm nelle vicinanze». Secondo Semplici non dovrebbe sussistere l’obbligo: «Dipende anche dalla clientela del negozio. Da me vengono molti anziani e spesso hanno difficoltà a usare il bancomat». Per un’attività che vende fiori la situazione è ancora più delicata: «Devo mantenere i prezzi bassi il più possibile per cercare di fare concorrenza ai supermercati che comprano fiori in stock e riescono a venderli a un prezzo molto basso».
Ieri, comunque, è stata una giornata sfortunata per i pagamenti elettronici. In tutta Italia il sistema è andato in tilt, e anche a Grosseto ci sono stati disagi. In molti supermercati, già affollati per la spesa di Pasqua, si sono create lunghe file, vista l’impossibilità di pagare con carta di credito o bancomat. Le cose sono andate abbastanza bene dove c’erano sportelli automatici nelle vicinanze. Dove non è stato possibile reperire più velocemente denaro contante, invece, alcuni clienti sono stati costretti a lasciare la merce. Alcuni esercenti hanno chiuso un occhio e hanno segnato sul conto. Intorno alle 14, tutto è tornato alla normalità. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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