Gioco
Tutti a tavola o sulle spiagge, boom turismo di prossimità
Balneari al completo, dopo il lockdown è assalto agli spazi aperti degli agriturismi. Preoccupati i ristoratori: «Menu invariati, ma presto dovremo alzare i prezzi»
GROSSETO. Pasqua è ormai alle porte. E quando si pensa a questa festività salta subito alla mente (oltre agli aspetti religiosi) il pranzo di Pasqua. Una tradizione a cui gli italiani sembrano non voler rinunciare. Dopo due anni in cui si è dovuto festeggiare tra le mura domestiche, nel 2022 si torna nei locali maremmani. E sembra esserci il tutto esaurito. Le aspettative sono alte, soprattutto lungo la costa.
Questa nota di positività, comunque, nasconde anche grandi problemi: dall’assenza di turisti stranieri al personale che manca. Ma non tutte le località sembrano essere ugualmente richieste: in alcune zone della Maremma, infatti, le prenotazioni scarseggiano. Sarà una Pasqua “di prossimità”. In molti hanno scelto di passarla senza allontanarsi. E nei locali maremmani sono arrivate prenotazioni soprattutto da residenti in provincia, o comunque in Toscana.
Scarse le conferme dall’estero, che – pare – arriveranno nel ponte del 25. I pochi che hanno scelto la Maremma sembrano diretti verso Castiglione della Pescaia. Come ogni anno, alcuni turisti aspetteranno l’ultimo momento per prenotare, in attesa del meteo. Oggi, Venerdì santo, scandisce il conto alla rovescia per Pasqua. E associazioni, ristoratori e albergatori hanno raccontato a Il Tirreno cosa si aspettano per la prima festività aprilina senza lockdown .
AGRITURISMI
Per gli agriturismi la richiesta è molto alta, ma solo per la ristorazione: «Ci sarà soprattutto turismo di prossimità. Per questo mancano le prenotazioni per il pernottamento», dice Milena Sanna , direttrice di Coldiretti Grosseto. «Una struttura su tre ha ancora camere libere», conferma Luca Serafini , presidente di Terranostra Toscana (l’associazione nazionale per l’agriturismo promossa da Coldiretti). Le due associazioni stimano che in Toscana ci saranno 120mila persone tra Pasqua e Pasquetta nei 3.500 agriturismi regionali, con un giro d’affari da 6 milioni di euro. Se la cavano bene, invece, gli agriristori: «In Maremma sono quasi tutti al completo, grazie agli spazi aperti e al cibo biologico a chilometro zero», continua Serafini. Nonostante i contagi siano bassi, è ancora alta la richiesta di posti all’aperto per stare più sicuri, ma anche per godere del paesaggio maremmano. L’emergenza-personale colpisce anche qui, ma le aziende (principalmente a conduzione familiare) hanno “reclutato” i parenti.
STABILIMENTI BALNEARI
Anche a Marina di Grosseto e a Principina c’è già il tutto esaurito. «Sarà una due giorni fantastica», dice Simone Guerrini , presidente di Rete imprese balneari della Maremma grossetana. Da ormai una settimana non c’è più un posto libero al Bagno Moderno. «Speriamo che sia bel tempo, così chi vuole potrà mangiare all’aria aperta», dice il titolare Federico Galli . Addirittura, al Bagno Nettuno i posti sono finiti già da più di due settimane. «Sono clienti abituali che tornano ogni anno», racconta la titolare Alessandra Beri , che aggiunge: «Quest’anno c’è ancora più voglia di festeggiare tutti insieme». La Pasqua segna l’inizio di stagione per gli stabilimenti balneari, e infatti domenica e lunedì apriranno tutti. Nessuno si è tirato indietro, nonostante le difficoltà a reperire personale. Guerrini ha scelto di spalancare le porte del suo Moby Dick con largo anticipo. «Ho già aperto da circa un mese – dice –. È un investimento per arrivare preparati alla Pasqua, che è sempre molto impegnativa».
RISTORANTI
al mare alla montagna, passando per la città, anche i ristoranti sono quasi tutti sold out . «I ristoratori sono moderatamente ottimisti», spiega Gabriella Orland o , direttrice di Ascom Confcommercio. I listini saranno in linea con quelli del pre-pandemia, ma c’è molta preoccupazione nell’aria. «I ristoratori stanno cercando di mantenere i prezzi bassi – racconta la direttrice – ma probabilmente sarà sempre più difficile. A breve potrebbero trovarsi costretti ad aumentare i prezzi sul menù per far fronte al caro bollette». Per il pranzo di Pasqua, comunque, la maggior parte dei ristoranti ha deciso di puntare – come ogni anno – sul menù fisso, una tradizione ormai consolidata per abbattere costi e sprechi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
