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Sfregio con la "Z" alla lapide dei martiri: la città si indigna e si mobilita

Massimiliano Frascino
A sinistra la parte anteriore del monumento, con la scritta imbrattata e la sola parola "nazista" lasciata visibile (foto Bruno). A destra il retro del monumento con il segno "Z"
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A sinistra la parte anteriore del monumento, con la scritta imbrattata e la sola parola "nazista" lasciata visibile (foto Bruno). A destra il retro del monumento con il segno "Z"

Imbrattato il monumento ai Caduti dell'eccidio di Niccioleta: cancellate le scritte, lasciata solo la parola "nazista"

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MASSA MARITTIMA. Con l’avvicinarsi della Festa della Liberazione del 25 aprile tornano purtroppo gli atti di vandalismo.

È successo un paio di giorni fa a Massa Marittima, città insignita della Medaglia d’Argento al valor militare, dove è stato sfregiato il monumento ai Caduti di Niccioleta. Un complesso marmoreo composto da tre figure umane e una lapide, realizzato dall’ex partigiano e artista carrarino Nardo Durchi e inaugurato nel 1964 a vent’anni dall’eccidio nazifascista degli 83 minatori e operai di Niccioleta rastrellati nella notte del 13 giugno 1944.

Il monumento si trova sull’affaccio panoramico del parco di Poggio che dà sul sottostante centro storico della città del Balestro.

I vandali hanno firmato la loro “impresa” con una “Z” che evidentemente richiama il simbolo apparso sui mezzi corazzati russi che invadono l’Ucraina.

A segnalare con un post su Facebook l’indegno atto di sfregio della memoria collettiva dei massetani, è stato l’onorevole Luca Sani, parlamentare del Pd ed ex sindaco di Massa Marittima. «Sono sempre gli stessi. Ma anche noi» è la didascalia di Sani a commento della foto del monumento imbrattato dai vandali.

Raggiunto al telefono, il parlamentare è tranchant: «Questo gesto vigliacco di matrice culturale fascista, merita una sola risposta. La daranno con la partecipazione i massetani in occasione della commemorazione della giornata del 25 Aprile».

Il raid, presumibilmente notturno, si è sostanziato nell’imbrattamento del testo della lapide di marmo posta a base del monumento. Epigrafe che recita: «Contro la barbarie nazista ed il servo odio fascista, i caduti di questi colli maremmani si ergono ancora a difendere con le miniere la patria del lavoro, umile, antica, civile. Quella che parla del loro sacrificio da queste pietre».

«Ancora una volta – dice il sindaco Marcello Giuntini – dobbiamo assistere a un oltraggio insopportabile alla nostra storia collettiva. Quel monumento fu posto proprio sulla terrazza panoramica del parco di Poggio perché fosse visibile da ogni angolo del paese, per ricordare a tutti noi chi siamo e da dove veniamo. La strage di Niccioleta è parte integrante della nostra identità antifascista».

Duro il commento del primo cittadino rispetto alla “firma” dell’aggressione con un “Z” tracciata con la vernice. «Mi viene da dire che probabilmente i vandali sono più imbecilli che cattivi. E a volte sarebbe meglio avere a che fare con le persone cattive, che almeno in teoria possono arrivare a pentirsi di quel che fanno». Intanto si mobilita la città: gli amministratori del gruppo Facebook “Sei massetano se...” hanno invitato tutti a una manifestazione silenziosa davanti al monumento. Appuntamento il 14 aprile alle 18.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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