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Monte Amiata: strategie per salvare i castagneti, ecco il protocollo nato da Forecast

Monte Amiata: strategie per salvare i castagneti, ecco il protocollo nato da Forecast

Chiusa la sperimentazione, il progetto ha elaborato le linee di gestione e di innovazione

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MONTE AMIATA. Il gruppo operativo Forecast, attraverso il proprio piano strategico, ha concluso il proprio percorso di sperimentazione producendo un primo protocollo di gestione dei castagneti e un prototipo selezionatore di castagne.

Il gruppo operativo è nato per rispondere ad alcune problematiche impellenti del settore. La filiera castanicola, ricorda il dottor Giovanni Alessandri, coordinatore del Go, «è, infatti, caratterizzata da un livello tecnologico modesto, e non è in grado di rispondere efficacemente al crollo della produzione di castagne (circa del 90% in alcuni anni) e all’incremento di prodotto difettato dal proliferare di agenti di danno e malattia dei frutti, associati ai cambiamenti climatici».

Le problematiche attualmente presenti sull’Amiata sono diverse: le contaminazioni da funghi produttori di micro-tossine, l’alta incidenza di danni da marciume sul frutto (gnomoniopsis castaneae) associata al cinipide galligeno, e la scarsa capacità di individuazione e selezione del prodotto difettato. Queste problematiche, assieme ai metodi tradizionalmente adottati, scarsamente efficaci, diventano fattori di amplificazione del rischio (cross-contaminazione post-selezione dei danni da marciume).

Le soluzioni attivate dal progetto Forecast per dare risposta alle criticità tecnologiche e di processo della filiera castanicola e garantire un prodotto castagna salubre e di qualità, sono la riduzione dell’incidenza e della formazione del marciume sul frutto sia nel castagneto che in fase di stoccaggio e l’aumento dell’accuratezza e dell’igiene del sistema di selezione del frutto difettato nei sistemi di confezionamento. Le attività del progetto si sono concentrate nello sviluppo di un protocollo per il trattamento dei castagni e del castagneto e del frutto post-selezione con metodi a impatto zero di comprovata efficacia, quali la concimazione organica, la bio-fumigazione con prodotti a base di Brassicaceae, trattamenti endoterapici in pianta con induttori di resistenza quali il fosfito di potassio. La sperimentazione è stata condotta su più castagneti, appositamente selezionati, delle quattro aziende partecipanti al progetto: Mirco Fazzi, Roberto Ulivieri, Francesco Monaci e la Cooperativa Procaam.

Ricorda Roberto Ulivieri, che oltre che castanicoltore, è anche presidente della Associazione per la Valorizzazione della castagna del monte Amiata IGP, direttamente coinvolta come capofila del progetto: «Sull’Amiata sono stati fondamentali lo studio e la sperimentazione delle “buone pratiche” per la gestione del frutto in tutte le diverse fasi, dalla raccolta, alla conservazione e stoccaggio pre-commercializzazione e che dovranno essere introdotte da tutti i nostri castanicoltori». L’applicazione delle buone prassi sui castagneti amiatini è stata possibile grazie al lavoro sul campo congiunto guidato dall’Università degli Studi della Tuscia – Dibaf con il coordinatore scientifico, il professor Andrea Vannini, e la dottoressa Romina Caccia.

Altro obiettivo del progetto è stata l’innovazione del processo di selezione e scarto delle castagne difettate, che attualmente si basa sull’ispezione visiva e la cernita manuale. Questa attività è stata curata dallo staff tecnico di Certema, Polo tecnologico della Regione con sede a Borgo Santa Rita, guidato dall’ingegner Stefano Petrella, assieme all’Università della Tuscia e al professor Roberto Moscietti.

È stato realizzato un primo prototipo di impianto selezionatore automatico di castagne, integrato con metodiche di analisi spettrofotometrica nel vicino infrarosso (Nir) per il riconoscimento non distruttivo di danni visibili e occulti del frutto. Non meno importanti sono state le attività di formazione di Forecast collegate al progetto, curate dalla Cipa-at di Grosseto che hanno promosso la conoscenza e la diffusione dei risultati acquisiti e quelle divulgative e di visita, curate dalla Associazione della castagna del monte Amiata IGP. Sono stati organizzati tre incontri tematici e quattro visite guidate a territori castanicoli: sui monti Cimini, in Casentino, in Mugello e Garfagnana.

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