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Grosseto: «Pericolosi i cassonetti lì, il Comune non ci ascolta»

Matteo Scardigli
I cassonetti ostruiscono la vista in uscita dalla piazzola (FOTO AGENZIA BF)
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I cassonetti ostruiscono la vista in uscita dalla piazzola (FOTO AGENZIA BF)

In via del Commendone l’apposita piazzola è troppo stretta per il camion di Sei. Il municipio mette i contenitori in strada, tra residenti e camion diretti al Maremà

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GROSSETO. Via del Commendone, ex stradina di campagna con un solo marciapiede e una carreggiata larga a malapena per consentire il passaggio di due veicoli appaiati (ma solo se uno si accosta, tant’è che ci sono pure i dissuasori per rallentare i veicoli), nel tratto che collega via Senese con la rotatoria di via Perù, via Venezuela e via Lorenzini è diventata una delle zone più “calde” della città.

Case nuove che spuntano come funghi, bilici che transitano a tutte le ore del giorno da e verso campi e cantieri in zona Maremà. Buche nell’asfalto profonde una spanna e, da pochi giorni, anche una bel “regalo” ai residenti da parte dell’amministrazione comunale.

«Quando hanno messo la raccolta differenziata sono arrivati i nuovi cassonetti, che hanno sostituito quello vecchio davanti al casotto di Enel, e li hanno messi qui nella piazzola», premette Giacomo Fuligni, che insieme al padre Tiziano aggiunge: «Anni fa il Comune aveva approvato la realizzazione di due piazzole con delle apposite anse per ospitare i contenitori dei rifiuti. Le piazzole, inoltre, dovevano servire come parcheggio per chi non ha il garage (e sono in molti, visto il proliferare di nuove case) e come area di manovra per i mezzi della nettezza urbana».

E così è, almeno in teoria. All’altezza del civico 37 i cassonetti sono al loro posto, i residenti posteggiano e il mezzo di Sei entra ed esce. Di fronte al 21, cioè dove abita Tiziano Fuligni, invece «gli operatori si sono accorti che non riuscivano a fare manovra. E quindi, all’inizio della settimana i cassonetti sono stati messi sulla strada». E i disagi si sono moltiplicati.

«Per entrare nel cancello di casa sono costretto a entrare nella piazzola e attraversare la strada in retromarcia, così come chi esce dalla piazzola deve entrare in strada con tutto il muso dell’auto perché non riesce a vedere se arriva qualcuno», testimonia Fuligni padre, che insieme al figlio ha chiesto aiuto più volte al Comune; ricevendo risposte paradossali.

«Questa era una stradina sterrata alla vecchia maniera, con la fossa a ridosso del muro di cinta delle case. Alcune decine di anni fa chiedemmo all’amministrazione che venisse asfaltata (perdendo così il diritto al canale)», racconta ancora il padre, e il figlio spiega: «Per questo motivo, ogni tanto ci viene risposto che la via è privata; quindi ci dobbiamo arrangiare da soli». Per inciso, aguzzando la vista si vede poco lontano la cartellonistica verticale che indica i confini della città.

Il paradosso, però, potrebbe giocare a favore dei residenti in difficoltà. «Noi chiediamo che la piazzola venga risagomata per ospitare i cassonetti, oppure che questi vengano spostati dove non creano pericolo», riassumono Giacomo e Tiziano Fuligni, che infine concludono: «Se poi la strada è pubblica chiediamo che venga resa a senso unico. Altrimenti, se davvero è privata, che il passaggio venga interdetto a tutti; tranne i residenti».

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