Sicurezza
Violenze su una 12enne, il convivente della nonna processato e condannato
Grosseto. Otto anni, come aveva chiesto il pm Giovanni De Marco. Otto anni di condanna per atti sessuali commessi sulla nipote della sua convivente, all’epoca 12-13 anni. Visioni di videocassette a contenuto pornografico avrebbero preceduto oppure accompagnato palpeggiamenti e rapporti sessuali. Il tutto mentre la nonna non c’era, o dormiva nell’altra stanza con l’altra nipote. Il tutto in un appartamento della nostra città.
Severa condanna del collegio del Tribunale di Grosseto (Adolfo Di Zenzo presidente, Laura Previti, Ludovica Monachesi) al termine del procedimento aperto nel 2020 dopo che la ragazza, oggi poco più che ventenne, si era liberata di un peso che la opprimeva da quasi dieci anni. Imputato un uomo oggi 85enne, abitante adesso in provincia di Arezzo (non ne facciamo il nome a tutela della ragazza, perché non sia riconoscibile dal momento che la relazione con la nonna aveva avuto una durata significativa), finito sotto inchiesta per episodi avvenuti nel periodo 2011-2012. La ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Marco Festelli: i giudici hanno riconosciuto una provvisionale da 60mila euro, sulla determinazione complessiva deciderà poi il giudice civile.
Perché così tanto tempo tra i fatti e la denuncia? Perché la ragazza si era tenuta tutto dentro fino a che la nonna era rimasta in vita. Una volta che questa era morta, lei era come “esplosa” e si era sfogata con i genitori, prima increduli, poi allibiti e atterriti dalle sue parole. Il racconto aveva preso le forme di una querela e la Procura aveva raccolto le sue parole come anche quelle dei possibili testimoni. Come potevano essere avvenuti fatti di questo genere? A casa della nonna, oltretutto? La ragazza aveva spiegato di avere una sorella, che andava a dormire nella camera da letto della nonna, mentre lei andava sul divano con il convivente della nonna. E i fatti sarebbero avvenuti di notte oppure quando la nonna non c’era. E sarebbero andati avanti per mesi, dall’estate 2011 alla fine del 2012: un interminabile anno e mezzo di violenze. Prima di rivolgersi alla Procura, la ragazza aveva raccontato qualcosa al fidanzatino, chiamato a testimoniare in aula. Questi ha confermato il racconto. E a corroborare la cornice accusatoria ci sono state le parole delle ragazzine, le amichette di lei, sue coetanee, che in quei mesi avevano frequentato la casa della nonna: hanno raccontato che all’epoca avevano subito avance a carattere spiccatamente sessuale da parte dell’anziano.
Una perquisizione era stata ordinata nel 2020, nella nuova casa dell’uomo che nel frattempo aveva lasciato la nostra città. In questa occasione, erano state trovate delle videocassette a contenuto pornografico; materiale d’epoca, vintage, risalente a un periodo compatibile con gli anni delle violenze, quando ancora i dvd e i cd non si erano completamente affermati. Lo ha fatto notare il difensore di parte civile nell’argomentare la piena attendibilità dei racconti della ragazza.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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