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Porto Santo Stefano, muore a 62 anni l’ex comandante Mulas

Ivana Agostini
Porto Santo Stefano, muore a 62 anni l’ex comandante Mulas

Per circa 20 anni a capo della motovedetta dei carabinieri, amava profondamente il mare. Il cordoglio dell’Argentario 

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PORTO SANTO STEFANO. Nelle sue vene scorreva l’amore per la divisa, per il suo lavoro che faceva con grande passione e per i mare che adorava.

Massimo Mulas, ex comandante per circa 20 anni della motovedetta dei carabinieri, a Porto Santo Stefano, si è spento ieri all’ospedale Le Scotte di Siena dov’era ricoverato a causa del peggioramento della sua situazione clinica.

Da alcune settimane aveva scoperto una patologia cardiaca che non gli ha lasciato scampo. La sua morte ha addolorato la comunità e gli ex colleghi per cui è sempre stato un esempio da seguire.

Mulas aveva 62 anni ed era originario di Roma. Dalla fine dello scorso anno era andato in pensione. Un uomo sempre pronto al sorriso, disponibile e un amico di tutti che ha saputo farsi apprezzare dalla comunità.

«La Confraternita della Misericordia di Porto Santo Stefano – commenta il governatore Roberto Cerulli – si stringe al dolore per la perdita del comandante Massimo Mulas. Facciamo le nostre condoglianze alla famiglia da parte di tutti i volontari dell’associazione per i quali aveva sempre mostrato apprezzamento e vicinanza. La sua morte rappresenta una grande perdita per tutta la comunità per il suo modo di sorridere e per l’essere stato un amico per tutti. Mancherà all’intero Promontorio e a quanti lo hanno conosciuto».

Anche il sindaco di Monte Argentario, Franco Borghini, è rimasto molto colpito dalla morte prematura di Mulas. «Il comandante Mulas – dice Borghini – era professionalmente un esempio e umanamente una persona squisita. Ha sempre meritato la considerazione e la stima di tutta la marineria dell’Argentario e la mia personale. Alla famiglia e all’Arma dei carabinieri esprimo anche a nome della cittadinanza le più profonde e sentite condoglianze e la partecipazione al loro dolore».

«Ho appreso con estremo dolore – dice l’ex agente della polizia locale Luciano Mattarelli, coordinatore del Raggruppamento politico autonomo – della scomparsa del luogotenente Massimo Mulas. Oltre che un valente graduato è sempre stato un amico e una persona che ha onorato se stesso e l’uniforme, secondo le antiche tradizioni dell’Arma dei Carabinieri. Una persona esemplare nel servizio come nella vita, godeva della stima e del rispetto di tutti coloro che indossano un’uniforme, ma anche della popolazione civile che rivolgendosi a lui per ogni problema trovava sempre una risposta, un consiglio e una disponibilità eccezionali. Quando ci trovavamo ci soffermavamo a raccontarci le esperienze di servizio e dai suoi racconti traspariva l’amore per l’Arma e per il servizio al prossimo. Amava moltissimo la sua famiglia di cui andava fiero».

I funerali di Mulas non sono stati ancora fissati. Sulla salma è stata disposta l’autopsia. Lascia due figlie e una compagna.

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