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il lutto

Grosseto, muore a 85 anni Annamaria Spada, prima vicesindaca del capoluogo

Francesca Ferri
Annamaria Spada nel suo bioagriturismo Corte degli ulivi. A destra un articolo del 21 giugno 1993 del Tirreno in cui si presenta la nuova assessora e vicesindaca di Grosseto
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Annamaria Spada nel suo bioagriturismo Corte degli ulivi. A destra un articolo del 21 giugno 1993 del Tirreno in cui si presenta la nuova assessora e vicesindaca di Grosseto

Imprenditrice a capo della “Corte degli ulivi” a Roselle è stata anche cofondatrice dell’Avo

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GROSSETO. Grosseto ha perso ieri, 1° aprile, una figura importantissima della sua storia, l’imprenditrice Annamaria Spada, la prima donna – e seconda finora – a ricoprire la carica di vicesindaca di Grosseto.

Aveva 85 anni e negli ultimi tre anni le sue condizioni di salute erano peggiorate a causa di un ictus. Si era ripresa, ma circa dieci giorni fa una caduta l’aveva costretta a un ricovero in ospedale. Ieri mattina, nella sua casa vicino a Roselle, ha scambiato qualche parola con la collaboratrice domestica, come in una normale giornata. Ma dopo poco, alle 10, ha esalato l’ultimo respiro.

Spada era nata nel 1936 a Montecatini. La madre apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri maremmani, il padre era romano.

Era il 1993 quando l’allora vicesindaco Loriano Valentini, al secondo mandato, la volle al suo fianco come seconda carica del Comune, prima in assoluto nella storia di Grosseto. Spada era l’unica donna in giunta e proprio per questo Valentini le assegnò il secondo ruolo più importante nel governo cittadino, come ricordò lui stesso nel 2016 su Tirreno.

«Era indipendente – ricordò sempre in quell’occasione Valentini – non proveniva da alcuna area politica». Era un’imprenditrice agricola, esponente di un mondo molto importante in Maremma. Si occupò di scuola, asili, decentramento e pari opportunità.

La stessa Annamaria Spada, ricordando quel periodo, raccontò al Tirreno di non essere mai stata una politica, ma di essere stata scelta come rappresentante del mondo civile.

Stimata e apprezzata, «portavo voti che altrimenti sarebbero andati all’altra parte», disse in quell’occasione con la semplice franchezza delle persone che sanno di aver fatto un lavoro trasparente e appassionato.

«È stato importante – raccontò Spada di quell’esperienza – per capire che quando sei un amministratore pubblico devi lavorare tanto se vuoi fare qualcosa. Un conto è fare un discorsino, e io ne ho fatti pochi; un altro è fare le cose. E io ne ho fatte tante».

Da anni Annamaria Spada si occupava del proprio bioagriturismo “Corte degli ulivi” a Roselle, nato dall’azienda agricola che la famiglia possedeva da generazioni. Un matrimonio alle spalle con un ingegnere romano, e tre figli: Andrea, che si occupa di viticoltura, Daniela, che cura i cavalli, e Giulia, impegnata nella parte ospitalità della Corte degli Ulivi.

Spada è stata molto attiva anche nel volontariato. È stata infatti tra le fondatrici dell’Avo, l’Associazione volontari in ospedale. E non era raro vederla, anche in tempi non molto lontani, vestire la divisa dell’associazione e portare conforto ai pazienti ricoverati all’ospedale.

I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle 15 nella chiesina di Vallerotana, come lei stessa aveva voluto.

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