Gioco
«Le regole non sono cambiate così tanto. Ma adesso ci sentiamo tutti più liberi»
Cittadini e commercianti salutano il primo giorno di ritorno alla “normalità”. Ma cinema e discoteche non festeggiano
GROSSETO. Green pass, lavoro, mascherine, quarantene e scuola, ma anche bar e ristoranti, cinema e discoteche. Via da ieri in tutta Italia lo stato di emergenza, dentro le nuove regole. Una boccata d’ossigeno per i grossetani, commercianti e residenti; ma con moderazione.
«La sede centrale ci ha inoltrato tutte le novità, sono preparatissima», racconta Alice Bennati del centro estetico Epilate, e poi continua: «Il fatto di non dover più chiedere il Green pass per me è un’incombenza in meno, anche se mi fa sentire un po’ meno tranquilla; perché prima avevo la certezza che i clienti erano vaccinati, oggi invece no. Ma – prosegue – l’attività prevedeva già l’applicazione di norme igieniche molto stringenti, quindi l’ambiente è più che sicuro».
E sul rapporto di fiducia con la clientela dice la sua opinione anche Giulio Neri dell’enoteca Gustangolo: «Le regole vanno osservate, così come bisogna rispettare le opinioni. La maggior parte dei miei avventori sono vaccinati, ho avuto controlli sistematici ma mai nessun problema e sempre il locale pieno. Comunque – prosegue – poter mettere a tavola le persone senza dover distinguere fra tamponati e vaccinati mi semplifica la vita non poco».
E sempre sulla gestione dello spazio interno insiste Andrea Manni, titolare dell’omonimo salone da parrucchiere. «A noi cambia poco dal punto di vista del Certificato verde in sé, anche se a chiederlo ogni volta alle clienti che vengono una volta a settimana ci sentivamo quasi scortesi. Le nuove regole ci danno invece la possibilità – sottolinea – di organizzare iniziative negli spazi del salone, nella chiostra e fuori in strada, con la possibilità per chi viene di entrare e uscire più liberamente. Penso – anticipa – a coniugare la bellezza con arte e cultura, ma non voglio svelare troppo».
A schiudere la nuova normalità contribuisce anche l’arrivo della bella stagione (previsioni meteo permettendo), che dà nuova linfa alle attività ma soprattutto… «ai clienti, perché alla fine le limitazioni vere riguardavano loro: chi non aveva il Rafforzato aveva a disposizione solo l’asporto», precisano Ilaria Angeli e Giulia Angiolini del caffè Aldobrandeschi: «Il bello del bar è godersi la colazione seduti al tavolino, fare due chiacchiere. La primavera e questo allentamento dei controlli sicuramente faranno bene agli affari».
Una conferma che arriva per direttissima dalla coppia di amiche e colleghe Julia Seggiano e Giulia Guerri, accomodate sulle poltrone di un altro locale. «Io sono una no Green pass convinta e fin’ora ho vissuto malissimo», dice Seggiano, mentre Guerri ribatte: «Io invece ho fatto tutti i vaccini, ma ora mi sento più libera». E insieme si dichiarano «sollevate, finalmente, di poter organizzare le uscite insieme, specialmente la sera, senza doversi preoccupare che l’una può entrare in un locale e l’altra no».
Lo stato di emergenza se n’è andato, ma la pandemia certamente no; e i dati del bollettino Asl Toscana sud est fotografano una situazione tutt’altro che spensierata, sia dal punto di vista dei contagi che dei ricoveri nella “bolla”.
Non a caso, tra i più guardinghi c’è il pubblico senior, che ad andare al chiuso è ancora restio. «Stiamo sempre aspettando il decreto attuativo, pare che ci tolgano l’obbligo di registrare i clienti ma per il resto tutto dovrebbe rimanere così com’è», spiega Mario Ercole, titolare del Supercinema multisala di Orbetello. «Il vero problema – insiste – è che c’è un’offerta scadente di pellicole, soprattutto sul piano della produzione italiana, e quindi gli spettatori più maturi (ancora guardinghi con il Covid) non vengono. I pochi incassi si fanno con i film per i più giovani, che non si preoccupano troppo del virus».
E dalla sala alla pista il passo è breve. «Ci tolgono la riduzione della capienza al 50 percento, ma per il resto è tutto uguale; ora il divertimento si sposta all’aperto», conclude Aldo Giuliani, titolare del Faq: «È una boccata d’ossigeno, sicuramente, anche se la stagione è già rovinata. Ma almeno fa sperare in bene».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
