Toscana
Grosseto: la Ragioneria di Stato via dal “palazzone”, ora cerca uffici da affittare
A dicembre scade il contratto per piazza Ferretti ma la costruzione del maxi polo slitta ancora, l'ente a caccia di una (improbabile) soluzione temporanea
GROSSETO. La Ragioneria di Stato cerca casa. Di nuovo. Ormai due anni fa, Il Tirreno aveva anticipato che Agenzia delle Entrate prevedeva il trasloco di entrambi gli enti dipendenti dal ministero dell’Economia e delle finanze (cioè la Ragioneria e la stessa AdE) situati nel “palazzone” di piazza Ferretti che affaccia su via Roma proprio entro la fine del 2022, cioè alla scadenza del contratto di affitto.
Gli uffici pubblici statali di Grosseto dovevano essere accorpati in un grande polo amministrativo realizzato da Agenzia del Demanio nell’area dell’ex Diversivo, vicino alla questura. La conferma arrivò in redazione dalla stessa AdE insieme ai primi elementi propedeutici al progetto per il “Federal building” nei terreni che guardano a via Europa, dov’erano (e, in teoria, sono ancora) destinati anche gli altri due illustri “residenti” di piazza Ferretti: Agenzia delle dogane e dei monopoli e Agenzia del territorio.
Domenica, però, sull’albo pretorio del Comune di Grosseto, “la Direzione per la razionalizzazione della gestione degli immobili, degli acquisti, della logistica e gli affari generali” del “Dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi” del ministero si è rimessa a cercar casa per la Ragioneria.
Due le peculiarità. La prima è che la Direzione cerca un immobile «in locazione passiva», cioè in affitto, laddove la locazione era proprio il motivo per il quale i quattro enti volevano traslocare: il palazzo era stato (s)venduto una decina di anni fa dallo Stato al privato, con il quale aveva raggiunto un canone di quasi 800mila euro l’anno. E la seconda è che lo cerca con un contratto di almeno sei anni e rinnovabile per altri sei.
Quali fossero i tempi per la creazione del polo, all’epoca del primo articolo, non era dato saperlo. La progettazione, a luglio 2021, doveva ancora partire; la conclusione della fase preliminare era prevista per questo gennaio, ma da Roma fanno sapere che la procedura è ancora in corso. Appariva dunque probabile che i nuovi spazi non sarebbero stati pronti allo scadere del contratto.
Oggi l’ipotesi “Federal building” è quindi rimandata sine die, dato che non una zolla di terra è stata ancora smossa: impossibile completare il polo entro l’anno.
A supporto di questa tesi c’è il fatto che, sull’area in questione, al Comune «non abbiamo ricevuto richieste di volumi di tipo urbanistico», conferma l’assessora al demanio Simona Petrucci.
La richiesta, oltretutto, non riguarda un semplice “appoggio” temporaneo. Bensì una superficie lorda di 675 metri quadri, dei quali – specifica – 425 da adibire a uffici, 200 per un archivio «con quantità di carta superiore a 50 quintali», e i rimanenti 50 per sala d’attesa, sportelli, uffici e centro elaborazione dati. Per la nuova sede-ponte, la Direzione pensa infine anche agli utenti: l’edificio dev’essere indipendente, ben collegato con le principali vie di comunicazione e i mezzi pubblici, e dotato di ampio parcheggio.
Requisiti difficilissimi da soddisfare (non a caso anche l’altro bando, praticamente uguale, andò deserto). Pare dunque che l’ente rimarrà dov’è, costretto a rinegoziare il contratto di locazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
