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La start-up del vino senza intermediari a caccia di investitori (che diventano soci)

Michele Nannini
La start-up del vino senza intermediari a caccia di investitori (che diventano soci)

L’azienda follonichese ispirata ad Airbnb aumenta il capitale. «Obiettivo: 10 milioni di euro di transazioni entro il 2025»

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FOLLONICA. Più di 400 produttori vinicoli iscritti nella piattaforma, 2.200 etichette a disposizione dei clienti, 35mila bottiglie consegnate fino a oggi in 45 Paesi di tutto il mondo. E adesso anche un aumento di capitale di 450mila euro.

Sono i numeri di Air Wines, la start-up nata nel 2018 dall’intuizione dell’imprenditore follonichese Matteo Casuccio, che assieme al socio Patrizio Dini ha creato uno dei portali più innovativi nel settore della vendita del vino: una piattaforma che, senza passaggi intermedi, consente ai produttori di vendere direttamente al cliente finale. L’azienda si ispira al modello di impresa di Airbnb mettendo in pratica la disintermediazione del mercato.

Il cliente finale, sul sito www.airwines.com, può scegliere l’etichetta preferita che gli verrà recapitata a domicilio partendo direttamente dalla cantina del produttore; consentendo a chi vende di guadagnare di più e a chi compra di pagare di meno evitando tutta la catena di distribuzione, saltando grossisti e connessi ricarichi di prezzo.

Dal 2018 Air Wines ha continuato a crescere: nel periodo più critico del Covid ha aumentato le vendite online con incrementi a tre cifre. Il 12 aprile aprirà su Mamacrowd, la piattaforma italiana di equity crowdfunding (forma di finanziamento partecipativo in cui l’azienda riconosce all’investitore un titolo di partecipazione della società stessa) autorizzata da Consob, una campagna di raccolta fondi che consentirà all’impresa, valutata 900 mila euro, di aumentare il proprio capitale di altri 450mila euro. Un passo decisivo verso la crescita definitiva dell’azienda.

«Mamacrowd ha lanciato progetti importantissimi – spiega Casuccio – e siamo molto orgogliosi di essere stati scelti. Abbiamo già deliberato un aumento di capitale pari a 450mila euro, passaggio formale indispensabile per poter avviare la campagna che auspichiamo porti una vasta e diluita platea di soci investitori. Gli obiettivi di questo passaggio – continua – sono molteplici: vogliamo crescere sul mercato estero, creare una nuova piattaforma integrata per aumentare i servizi a disposizione delle cantine, e perfezionare applicazioni per entrare nel mercato del turismo esperienziale enogastronomico. Puntiamo infine – conclude – a raddoppiare i produttori iscritti entro 12 mesi, e a raggiungere 10 milioni di euro di transazioni nel 2025».

Fra i produttori che si trovano su Air Wines ci sono anche molte cantine locali, una sessantina quelle maremmane fra le quali Gualdo del Re, Serraiola, Podere San Cristoforo. Con l’aumento di capitale, la campagna rimarrà aperta 60 giorni con quote minime di acquisto di 250 euro.

La piattaforma vuole quindi provare il definitivo salto di qualità confermando la bontà della propria idea di base, quella di un profondo scambio – anche culturale – fra il produttore e il consumatore, fattori che in una “semplice” enoteca online sono pressoché nulli.

«Spostare il vino in giro per il mondo ne impoverisce la qualità – conclude Casuccio –. Quello attuale è un modello di vendita decisamente poco etico perché non fa guadagnare i piccoli produttori e porta un costo extra ai consumatori senza che ci sia alla base uno scambio di informazioni fra aziende e clienti. La disintermediazione sta diventando realtà in numerosi settori del commercio e dell’economia e proprio questo concetto fa di Air Wines una piattaforma unica nel suo genere».

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