Via i mufloni da Isola del Giglio. Anche la Santanché in campo
Interrogazione dei senatori FdI:con critiche al progetto Life e la proposta di una riserva ad hoc
ISOLA DEL GIGLIO. Anche la Santanché è preoccupata per i mufloni. I senatori del gruppo Fratelli d’Italia, di cui Patrizio Giacomo La Pietra si fa portavoce sul portale Giglionews, esprimono le proprie perplessità sul progetto Life Lets Go Giglio, chiedendosi se sia stato davvero necessario portare avanti un progetto che prevede, tra le cose in programma, la rimozione di tutti i mufloni presenti sull’isola. Daniela Garnero Santanché, assieme agli onorevoli La Pietra, Alberto Balboni, Antonio Iannone, Giovanna Petrenga, Isabella Rauti, Massimo Ruspandini e Achille Totaro, ha così recentemente presentato un’interrogazione al Senato, indirizzata ai ministri della transizione ecologica e della salute, in merito al progetto legato all’isola del Giglio, ma anche a quelli di “Life+”, realizzati sulle isole dell’Arcipelago da oltre vent’anni a questa parte.
Riguardo l’isola del Giglio «vorremmo esprimere le nostre serie preoccupazioni riguardo al progetto “Life LetsGo Giglio” – si legge nell’interrogazione dei senatori – finanziato con circa 1,6 milioni di euro. Il muflone è stato arbitrariamente dichiarato nocivo per l’agricoltura, nonostante il parere contrario di almeno 50 agricoltori locali. In oltre dieci anni l’ammontare dei danni dichiarato ufficialmente dall’Ente Parco non ha superato i 1.200 euro, di cui ben 800 sono stati imputati al crollo di un muretto a secco. Non si può escludere che prossime analisi genetiche dimostrino che i mufloni del Giglio rappresentino un raro nucleo di individui sopravvissuto dell’antica popolazione sarda, estintosi dopo gli anni cinquanta. Ci chiediamo se, piuttosto che auspicare la rimozione del muflone gigliese, non sarebbe più opportuno istituire una vera e propria riserva ad hoc sull’isola, nel promontorio del Franco, che avrebbe un significato didattico, culturale, turistico e paesaggistico, oltre che conservazionistico, costituendo un’ulteriore attrattiva per il Giglio», hanno detto i senatori di Fratelli d’Italia.
Che chiedono inoltre se il ministero «fosse a conoscenza del fatto che, nella maggior parte dei casi, queste rimozioni non sono state supportate da alcuno studio scientifico preliminare condotto localmente, ma solo arbitrariamente giustificate con riferimento a studi svolti in realtà geografiche e ambientali molto lontane dal Mediterraneo, come nel caso dei mufloni del Giglio, dichiarati invasivi in base a studi condotti alle Hawaii o alle Channel Islands. L’interrogazione – dicono – data la gravità degli interventi realizzati dall’Ente Parco e coadiutori negli ultimi vent’anni e dei progetti in corso di esecuzione, chiede espressamente ai ministri della transizione ecologica e della salute se siano a conoscenza di tali progetti e di effettuare verifiche riguardo agli studi presentati – se esistono – relativi alla necessità di attuare tali interventi e indagare approfonditamente gli effetti da essi provocati, a breve, medio e lungo termine, sugli ecosistemi delle isole interessate dai progetti “Life+”». I senatori hanno infatti posto l’attenzione anche su altri progetti presenti nell’arcipelago. «Crediamo che sia nostro dovere ascoltare la voce della gente su queste questioni – si legge ancora – e il dissenso travolgente ci ha portato a scoprire grossolane incongruenze all’interno dei singoli progetti che includono la mancanza di studi preliminari locali e indipendenti, l’uso improprio dei fondi Ue e il conflitto di interessi del “circuito chiuso” dei beneficiari, coadiutori e ideatori dei progetti».
Nel frattempo, si sono intensificati gli spostamenti dei mufloni dall’isola, mentre spuntano nuovi centri per gli ungulati del Giglio. Una ventina di esemplari sono già stati catturati e trasportati nelle ultime settimane dall’Ente Parco hanno trovato accoglienza nel Centro di recupero fauna di Semproniano (Crase) e nell’Oasi Dynamo in provincia di Pistoia. Aumentano però i rifugi che si sono resi disponibili per ospitare i mufloni una volta che saranno esauriti gli spazi nelle due aree, individuati da Lav e Wwf e dai Carabinieri forestali. Se sarà necessario, i successivi animali prelevati dalle gabbie e dalle reti saranno portati nel rifugio Vita da Cani in Lombardia e, successivamente, in altre aree che fanno parte della “rete dei santuari”, dove saranno a proprio agio. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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