Sicurezza
Il gran debutto dei tartufai di Maremma: ecco la prima sagra
Dal 1° al 3 aprile a Grosseto appuntamento con il pregiato "bianchetto" della neonata associazione
GROSSETO. «Possiamo finalmente far conoscere alla città un prodotto della nostra terra, che vogliamo tutelare e sponsorizzare». Luca Giustarini, presidente dell’associazione tartufai della Maremma Grossetana, presenta così la 1ª Sagra del tartufo bianchetto di Maremma, che si svolgerà dal 1° al 3 aprile dietro alla chiesa della parrocchia Madre Teresa di Calcutta in via Germania.
«L’associazione è nata dalla volontà di riunire tutti i tartufai della provincia – prosegue Giustarini – di far conoscere questo prodotto, e di tutelarlo. Per far questo stiamo lavorando per creare delle riserve accessibili solo agli associati, per regolamentarlo. Queste iniziative – continua – servono a dare un po’ di risorse per realizzare le tartufaie. Abbiamo iniziato la collaborazione con l’Agrario, stiamo chiudendo la prima riserva di venti ettari a Marina, Castiglione ci ha messo a disposizione dodici ettari e ne siamo trattando un’altra di cento ettari. Avere una riserva – conclude – vuol dire che si può andare con il cane a cercar tartufi solo se si è soci. Ci vuole il terreno adatto, analizzato e in un arco di 5-6 anni produrrà tartufi».
La sagra del prossimo fine settimana è la prima iniziativa di un’associazione che ha «il sogno di far associare tutti i tartufai della provincia – aggiunge Giustarini – ma anche dare il via alla produzione in modo da avere una tartufaia in ogni Comune della provincia di Grosseto, anche a fini didattici, per creare nuovi tartufai e addestrare nuovi cani. Convincere tanta gente – sottolinea – vorrebbe dire anche migliorare lo stile di vita: andare a tartufi, alla fine, significa anche fare una bellissima e rilassante passeggiata. Tra l’altro c’è un indotto legato alle tartufaie, alle riserve. In futuro vogliamo organizzare delle visite guidate e vendere il prodotto ai turisti».
Essere tartufai è insomma uno stile di vita, senza età. Nell’associazione grossetana ci sono persone che con il loro cane cercano tartufi da oltre sette decenni.
Il più giovane del gruppo è Lorenzo Pellegrini con i suoi 18 anni: «È una passione che ti porti dietro da sempre. Io avevo 16 anni quando sono stato instradato a questo hobby. A me è sempre piaciuto girare per boschi, macchie o pinete. Mi sono avvicinato grazie a Pietro Guarguaglini, un amico di famiglia. Principalmente mi esercito nel fine settimana, il sabato o la domenica mattina, quando c’è meno gente, perché il cane tende a distrarsi in presenza di molte persone».
«L’idea di dar vita all’associazione è partita da un amico, che ha messo insieme me e Giustarini – spiega Guarguaglini –. Noi associati siamo costantemente in contatto con un gruppo WhatsApp ma difficilmente usciamo in gruppo. Ognuno ha il suo cane e fa uscite di due ore, due ore e mezzo; ognuno ha il suo giro».
Il suo giro e le sue preferenze in fatto di cani. «Il lagotto è il più semplice da iniziare, ma quasi tutti sentono il tartufo se addestrati da cuccioli; al massimo dai due anni; il cane più grande ha altri momenti di divertimento, perché in fondo il cane è un divertimento: quando annusa il tartufo inizia a scondinzolare e a girare da una parte all’altra. Il tartufo si trova lungo tutta la costa maremmana, dall’Alberese a Punta Ala.
Il tartufo o Bianchetto, che viene raccolto tra il 10 gennaio e il 30 aprile, si trova soprattutto sotto i pini, 5-10 centimetri sotto terra. Dal 30 aprile c’è uno stop di un mese. Dal 1° giugno al 30 settembre si può cercare lo Scorzone, il nero estivo, quello rugoso. Il 10 settembre apre il bianco pregiato, ma in Maremma ce n’è pochissimo».
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