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Chiudono tutti gli hub periferici: dal 4 aprile ci si vaccina a Villa Pizzetti

Francesca Ferri
Chiudono tutti gli hub periferici: dal 4 aprile ci si vaccina a Villa Pizzetti

Fine operatività a Braccagni, Castel del Piano e Orbetello. Il 31 marzo stop anche a Follonica. In 13 mesi prime dosi oltre il 92%, terze dosi al 62,72%

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GROSSETO. A pochi giorni dalla fine dello stato di emergenza per la pandemia da Covid-19, e a 13 mesi e mezzo dall’inizio della campagna vaccinale in provincia di Grosseto, ha chiuso ieri l’hub provinciale al Centro Fiere di Braccagni, aperto il 2 dicembre.

Sempre ieri hanno chiuso anche il punto di vaccinazioni a Orbetello e quello a Castel del Piano, alla discoteca Kronos. Il 31 marzo chiuderà infine il centro vaccinale di Follonica alla Fonderia Leopolda.

Insomma, la rete di centri sul territorio, costruita da Asl, Regione e Comuni per immunizzare la popolazione contro il virus, verrà smantellata. Ma non per questo finiranno le somministrazioni.

Vaccini a Villa Pizzetti

Le vaccinazioni anti-Covid riprenderanno dal 4 aprile al centro vaccinale di Villa Pizzetti a Grosseto, in viale Cimabue. Per fare il vaccino, ci si dovrà prenotare tramite il portale regionale dove saranno indicati anche gli orari. Poiché al centro vaccinale di Villa Pizzetti si somministrano tutti i tipi di vaccino, alle vaccinazioni anti-Covid saranno dedicati giorni specifici. Nel resto della provincia le vaccinazioni saranno garantite attraverso nelle strutture dell’igiene pubblica del territorio. L’Asl sta anche avviando un percorso, al momento in via di costruzione, per fare somministrazioni in modo integrato con medici di medicina generale e con le farmacie che vorranno aderire. Insomma, a meno di una recrudescenza del virus, che nessuno si augura, la vaccinazione anti-Covid si avvia a somigliare sempre di più a quella di un normale vaccino anti-influenzale. Un traguardo che, non va dimenticato, è stato sudatissimo.

Geografia vaccinazioni

In principio fu il distretto sanitario di Barbanella. È qui che, nel pomeriggio dell’11 febbraio 2021, partì la campagna vaccinale in provincia con la somministrazione delle prime 100 dosi di vaccino anti-Covid, l’ormai semidimenticato AstraZeneca. Tre giorni dopo, il 14 febbraio, aprì il primo hub provinciale, al cinema Aurelia Antica a Grosseto, rimasto in funzione fino al luglio 2021. Contemporaneamente furono aperti i centri periferici: la discoteca Kronos di Castel del Piano, dove si continuerà però a fare tamponi; il ristorante Attimi di Albinia (chiuso a ottobre); la Fonderia Leopolda di Follonica. Da luglio a ottobre ci si è vaccinati alla caserma del Savoia Cavalleria di Grosseto, quindi al centro Spergolaia ad Alberese (fino a novembre). Infine, al Centro Fiere di Braccagni. Per qualche tempo le vaccinazioni sono state eseguite anche alle Clarisse di Massa Marittima (aperto a fine aprile del 2021, chiuso dal 1° al 20 novembre, e non più operativo da inizio marzo per mancanza di prenotazioni), all’ospedale di Pitigliano (maggio-luglio 2021, solo per over 65), a Manciano al palazzetto dello sport (da giugno a novembre) e poi nelle Ex Stanze (dal 7 dicembre all’11 marzo). E, ancora, all’ex cinema Tirreno di Borgo Carige (Capalbio), chiuso il 15 marzo, e nei locali accanto all’Auditorium di Orbetello.

I numeri

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate 514.125 dosi di vaccino in provincia di Grosseto, tra prime, seconde, terze e quarte dosi. Al 25 marzo – ultimo aggiornamento dell’Asl – hanno ricevuto almeno la prima dose 194.798 persone su una popolazione vaccinabile di 211.207 persone (ovvero persone dai 5 anni in su, al netto di chi non può ricevere il vaccino per motivi di salute). Il dato è ricavato dal Tirreno su dati Istat aggiornati al 2021.

Ciò significa che il 92,23 per cento di chi poteva ricevere il vaccino anti-Covid ha intrapreso il percorso vaccinale. Le seconde dosi sono 186.708, l’88,4%, le terze, dunque gli immunizzati, 132.459, il 62,72%. Ci sono poi 160 cittadini e cittadine che hanno avuto anche la quarta dose, riservata a chi ha gravi fragilità.

Le terze dosi

Per quanto riguarda il completamento del ciclo vaccinale, che garantisce la maggiore protezione dal virus, le percentuali di somministrazioni di terze dosi variano molto rispetto all’età. Come si può vedere nella tabella allegata, i più protetti sono i settantenni e gli ottantenni (l’80,12 e il 84,26% sono vaccinati con terza dose) e, con l’eccezione degli over 90 (è vaccinato il 68,15%), le percentuali scendono con l’età, fino al 42,27% della fascia 12-19 e lo 0,01% della fascia 5-11 anni: solo una dose somministrata.

Guardia alta

La chiusura dei centri vaccinali non significa che il rischio Covid-19 sia sparito. Anzi. I contagi sono in aumento e anche le ospedalizzazioni, in alcune zone d’Italia, sono in ripresa. Insomma, la parola d’ordine è: non abbassare la guardia.

Il Tirreno ne ha parlato con il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana sud est Giorgio Briganti.

«Io sono un tecnico, e quella di far cessare l’emergenza è una decisione politica – dice Briganti – Alla domanda se sono d’accordo con il dichiarare la fine dell’emergenza, rispondono i numeri. Io dico solo: non siamo fuori dal problema. Il motivo della recrudescenza della pandemia è che abbiamo abbassato l’attenzione sul problema. Dunque, vanno ancora evitati gli assembramenti, vanno indossate le mascherine in caso di assembramenti o al chiuso, vanno lavate spesso le mani e, ai primi sintomi, va fatto subito il tampone».

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