Il Tirreno

Grosseto

ALBINIA 

Scuola alluvionata da 10 anni, il cantiere è fermo

Ivana Agostini
Il cantiere fermo della scuola elementare di Albinia
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Il cantiere fermo della scuola elementare di Albinia

Dall’emergenza Covid all’aumento di prezzi dei materiali. I lavori sono iniziati nel 2020 ma gli operai non ci sono da 3 mesi

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ALBINIA. Il cantiere della scuola elementare di Albinia è fermo. Gli operai se ne sono andati prima di Natale. La frazione aspetta la struttura da quasi 10 anni. Nel novembre 2012 l’alluvione che devastò Albinia rese inagibile la scuola e l’amministrazione guidata da Monica Paffetti decise la demolizione e ricostruzione sempre in via Aldi.

I lavori della nuova scuola sono iniziati, anche per alcuni problemi relativi al progetto, nel 2020. Il nuovo edificio ospiterà circa 250 alunni: 10 classi, due aule per attività speciali, una mensa e una palestra che l’attuale amministrazione ha voluto di una superficie doppia rispetto a quella del progetto iniziale per permettere attività sportive anche a livello agonistico. Il nuovo edificio avrà un parcheggio con accesso da via Sicilia e 28 posti auto. Poi un ingresso, un locale custodi, un locale insegnanti entrambi con servizi, 10 aule didattiche, due per attività speciali, due blocchi di bagni per gli studenti, compresi per disabili, due blocchi di bagni per gli operatori e gli insegnanti, mensa, biblioteca, infermeria, spogliatoi e due depositi di materiale. I lavori, nel 2019, sono stati aggiudicati alla Rti appalti integrati Castelli e Caira srl (capogruppo) – La Fortuna srl (mandante) con sede legale a Napoli con un ribasso del 27%. L’importo del lavoro è di 3 milioni e 210mila euro circa. Questo sulla carta. Nella realtà i lavori, che all’inizio sono iniziati anche piuttosto spediti, hanno subito una battuta d’arresto per l’emergenza Covid che ha fermato tutti i cantieri edili per molti mesi. I cantieri sono stati poi riaperti, poi di nuovo lo stop dovuto alle nuove norme per i contagi sui luoghi di lavoro, poi il rallentamento dovuto ai contagi con cui la ditta costruttrice ha dovuto fare i conti, poi ancora l’aumento vertiginoso dei prezzi delle materie prime che ha dato il colpo di grazia alle imprese che non riescono più a rientrare nei contratti già sottoscritti. Adesso, da mesi, la gru è immobile, il cantiere è deserto e quelle alte mura già costruite svettano sulla frazione in attesa di essere completate. Una situazione che preoccupa gli albiniesi ma anche l’amministrazione che avrebbe voluto vedere la scuola, a settembre, se non finita almeno già a buon punto. Preoccupate anche le ditte interessate. «Siamo consapevoli della situazione – dice il senatore e consigliere con delega ai lavori pubblici Roberto Berardi – e per questo a breve incontreremo i cittadini per spiegare come stanno le cose sui cantieri chiusi oltre che a illustrare i bandi del Pnrr a cui partecipiamo. Il Covid, la situazione economica hanno messo in ginocchio molte imprese che per gli aumenti delle materie prime hanno difficoltà a continuare a lavorare. A livello governativo cerchiamo soluzioni, lo sto facendo in prima persona come senatore. Saranno previste nuove risorse da destinare alle imprese, saranno introdotte nuove regole che permetteranno di usare le economie degli appalti e intervenire subito nei nuovi contratti se le condizioni economiche cambiano drasticamente. Contiamo di far ripartire i lavori quanto prima per dare ad Albinia una scuola all’avanguardia come merita dopo 10 anni di attesa. Nonostante la pandemia, nonostante la guerra la scuola si farà».
 

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