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65enne morto sotto al macchinario: procura e Asl aprono un'inchiesta
L’uomo è morto schiacciato dal macchinario mentre lavorava nell’impresa dei consuoceri. Ugl: «Basta con le stragi»
MASSA MARITTIMA. È morto schiacciato da un macchinario agricolo mentre stava lavorando nei campi dell’azienda agricola dei consuoceri, Vito Autiero, arrivato a Pian delle Gore (nella frazione del Comune di Massa Marittima, lungo la strada provinciale Marsiliana) in visita dalla provincia di Napoli.
Secondo la prima ricostruzione, fornita dai carabinieri, era lui alla guida del mezzo che – per cause ancora da chiarire – gli ha stritolato il braccio sinistro.
Sul posto erano accorsi gli operatori della Pisll (prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro) di Asl Toscana sud est, i carabinieri e i volontari del servizio 118. Era stato poi attivato l’elisoccorso Pegaso 2. Si era recato al podere anche il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini per portare il suo cordoglio.
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La Procura ha aperto un’inchiesta. Nonostante Autiero fosse un familiare, il fatto che stesse svolgendo un’attività lavorativa all’interno dell’azienda dei consuoceri potrebbe infatti comportare gravi conseguenze per questi ultimi. Perché, sempre secondo i carabinieri, l’uomo stava conducendo un trattore sul quale era stata montata una trivella per preparare il terreno alla piantumazione di alcuni ulivi. Quella di Autiero sarebbe dunque da considerare una morte sul lavoro. La prima del 2022 nella provincia grossetana.
«Indipendentemente dal numero dobbiamo tenere conto di ogni singolo caso», precisa Domenico Viggiano, direttore dell’area funzionale Pisll. E poi spiega: «Sono necessari approfondimenti per accertare se c’è stato un impiego di apparecchiature non a norma oppure un utilizzo non corretto del macchinario, e per accertare – sottolinea – eventuali responsabilità di tipo penale per il datore di lavoro».
I consuoceri, in questo caso: Tiziana Rossi e Stefano Marchetti, che gestiscono l’azienda di famiglia.
Al diffondersi della notizia (inizialmente si credeva che la vittima fosse un “semplice” operaio) è arrivata la reazione di Ugl (l’Unione generale del lavoro). «Siamo di fronte a una strage quotidiana intollerabile, contro la quale urge prendere provvedimenti», dichiarava il segretario generale Paolo Capone, esprimendo il cordoglio alla famiglia in una nota congiunta con il segretario generale Toscana Giuseppe Dominici: «Chiediamo al ministro Andrea Orlando la convocazione di un tavolo nazionale volto a rafforzare le misure a tutela della sicurezza. È fondamentale intensificare i controlli potenziando l’organico degli ispettori e formare adeguatamente i lavoratori al fine di prevenire ulteriori tragedie. Con la manifestazione “Lavorare per vivere”, Ugl ha voluto sensibilizzare il governo e l’opinione pubblica sul fenomeno inaccettabile delle cosiddette morti bianche e ribadire, ancora una volta, basta stragi sul lavoro».
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