Attenzione
Paga il mutuo e le tasse per il podere occupato
Gli avvocati dell’acquirente rispondono al legale dei Sanna. «Da due anni sapevano di dover trovare una soluzione»
GROSSETO. Non ci sta l’acquirente e legittimo proprietario del podere costruito dai Sanna, e tramite i suoi legali risponde alle parole dell’avvocato della famiglia sotto sfratto insieme a 300 pecore.
Il podere di Principina Terra era stato pignorato ai Sanna nel 2010 e messo all’asta. Gli avvocati Nando Bartolomei e Michela Giannandrea, patrocinanti in Cassazione, e il collega Federico Casu rimarcano infatti che il pignoramento «non è stato promosso dal nostro assistito», il quale «si è limitato a partecipare a un incanto pubblico promosso dal Tribunale di Grosseto con prezzo base d’asta fissato da quest’ultimo con legittima ordinanza di vendita», ricevendo a gennaio 2020 il decreto di aggiudicazione in proprio favore; naturalmente, dopo aver saldato il corrispettivo.
I Sanna «da oltre due anni sono a conoscenza della necessità di reperire altra soluzione abitativa per sé e i propri familiari», sottolineano quindi i tre legali. La famiglia, però, si era opposta per tre volte con altrettante istanze di sospensione «tutte già respinte dal Tribunale di Grosseto», sottolineano ancora gli avvocati, precisando che in tal modo il giudice «ha confermato la legittimità del decreto di trasferimento e dell’ordine di liberazione».
Bartolomei, Giannandrea e Casu contestano poi le affermazioni rilasciate dal legale dei Sanna, l’avvocato Giovanni Livio Sammatrice, che aveva espresso i forti dubbi della famiglia sull’acquirente. I tre legali ribadiscono che il proprio assistito «non è, e non è mai stato, proprietario di 600 ettari di terreno», come Sammatrice aveva affermato.
E che l’acquirente «ha sempre ribadito la propria intenzione di ottenere il rilascio dell’immobile e di non essere interessato ad altro, per altro – ribattono – nella chiara consapevolezza delle strumentalizzazioni e dei tentativi dei Sanna di evitare il rilascio», cioè di lasciare il podere al legittimo proprietario.
I tre avvocati chiosano infine spiegando come il proprio assistito «sta subendo un grave danno, dovendo provvedere al pagamento del mutuo acceso per l’acquisto dell’immobile (il podere) nonché delle tasse e i tributi che gravano sugli immobili, pur non avendone ancora la disponibilità ad oltre due anni dall’aggiudicazione».
Nel frattempo, famiglia e pecore rimangono a vivere nel podere.
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