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economia
Produrre cereali non conviene più, in Maremma colture dimezzate
Massimiliano Frascino
Più che la guerra, il problema è la speculazione dei mercati. «Strozzati dalla concorrenza sui prezzi, lo Stato non tutela»
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GROSSETO. I cerealicoltori maremmani non trarranno alcun vantaggio dal presumibile calo delle importazioni di grano da Russia e Ucraina. Da quei Paesi, infatti, arriva solo il 5 per cento del frumento tenero destinato a produrre pane e dolci, mentre il frumento duro per integrare il prodotto nazionale - che copre il 35 per cento del fabbisogno - arriva prevalentemente da Canada e Stati Uniti.
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