Il Tirreno

Grosseto

Addio a nonno Terzilio Bonucci 106 anni di vita piena d’amore

Maurizio Caldarelli
Terzilio Bonucci con l’adorata nipote Patrizia
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Terzilio Bonucci con l’adorata nipote Patrizia

Era uno degli uomini più longevi della provincia e fino a pochi mesi fa girava in bici. Coccolato da figli e nipoti, il suo motto era: «Cercate sempre di guardare avanti»

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GROSSETO. È scomparso nei giorni scorsi alla bellissima età di 106 anni Terzilio Bonucci, il nonno di tutti. I post degli amati nipoti Patrizia e Simone lo hanno fatto apprezzare e conoscere da tutta la città, che piange la sua morte.
«Era una persona speciale – lo ricorda Patrizia Bonucci – un gran lavoratore, amante della vita. Finché le forze l’hanno sorretto andava nel suo orto in via de’ Barberi, che aveva messo in piedi dopo la pensione. Ma era sempre in movimento: amava andare a caccia, a pesca e a fare asparagi, hobby che ha coltivato per una vita intera. Con la sua bici, che è stata fino a pochi mesi fa il suo mezzo di locomozione preferito, faceva chilometri ogni giorno».
Terzilio, una delle persone più longeve della provincia, si è spento all’improvviso nella sua abitazione, stretto in un forte abbraccio dai figli Alfio e Adriano che insieme ai nipoti e alla nuora Fiorella l’hanno coccolato negli ultimi otto anni, da quando ha perso l’adorata moglie Otella Bernabini, morta nel 2014 a 93 anni.
Le spoglie mortali di nonno Terzilio da lunedì riposano al fianco della compagna di una vita nel cimitero di Sterpeto.
Bonucci, originario delle Balze, nel comune di Verghereto, che all’epoca faceva parte della provincia di Firenze, oggi in Romagna, arrivò giovanissimo in Maremma e trovò lavoro come giardiniere, agricoltore mezzadro e manutentore nel castello di Montepò, a Scansano.
Nel 1942 sposò Otella e nel 1962 si trasferì a Grosseto, dove ha continuato a lavorare come operaio alla Cet, ditta di escavazione per le linee telefoniche, per poi dedicarsi all’orto, al giardinaggio e alla famiglia, che è sempre stata davanti a tutto nei suoi pensieri.
Fino ai 103 anni Terzilio è stato attivissimo e solo negli ultimi tempi aveva preso lo sprint di un tempo, pur conservando un fisico asciutto. Passava le giornate a guardare la televisione, ma negli ultimi mesi non camminava più e aveva la perso lucidità, anche se continuava a essere ben presente con i suoi amati Alfio, il figlio più grande, e Adriano, che facevano i turni insieme alle rispettive famiglie per stargli vicino, senza bisogno di badanti.
La famiglia l’ha protetto anche dal Covid, con tutte le precauzioni del caso e le tre vaccinazioni. «Ogni giorno – prosegue Patrizia – ringrazio Dio per avermi permesso di esserle stata vicina e dargli amore, insieme alla mia famiglia per tutti questi anni, fino all’ultimo respiro, senza lasciarlo mai. Il ricordo di nonno Terzilio, il suo amore e il tempo che abbiamo trascorso insieme, rimarrà sempre nella mia mente e nel mio cuore. Terrò in mente sempre i suoi insegnamenti e il suo amore grande per me. Mi ricorderò sempre la sua stupenda frase: “Cercate sempre di guardare avanti”. Era una persona per bene, un uomo saggio. È stato un onore fargli il nodo alla cravatta, come mi aveva insegnato nonna Otella, per accompagnarlo nell’ultimo viaggio».
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