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fake all’isola del giglio 

Sabotato il cartello del carburante: «Benzina a 2,944 euro», ma è falso

Ivana Agostini
Sabotato il cartello del carburante: «Benzina a 2,944 euro», ma è falso

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ISOLA DEL GIGLIO. «Al Giglio la benzina costa 2,944 euro». Prezzo record. Ma è solo uno scherzo. I gigliesi, ieri mattina, hanno dovuto fare i conti con un cartello dei prezzi del carburante con un costo che sfiorava i tre euro.

Devono aver pensato che il loro incubo fosse diventato realtà al distributore Q8 di Giglio Porto gestito da Emanuele Bancalà. Da giorni, infatti, chi prende l’auto sta facendo i conti con l’impennata dei prezzi del carburante. Un prezzo talmente incredibile che qualcuno ha iniziato a fotografare il cartello e a far girare la foto su WhatsApp.

La foto è arrivata anche al Tirreno che l’ha verificata direttamente con il gestore del distributore. Svelando che è una fake. Bancalà spiega infatti che qualche buontempone si è divertito a invertire i tasselli dei numeri del costo della benzina, che si compongono a mano. Il 2,449 era diventato, insomma, 2,944. Tanto è bastato per far trasalire gli automobilisti che si sono rilassati solo quando hanno visto il prezzo scritto sulla colonnina, ossia 2,449 euro al litro.

Al Giglio ci sono due distributori tutti e due Q8 e gestiti da Bancalà che in questi giorni sta lottando contro le imprecazioni degli automobilisti che spesso sono rivolte anche a lui come se fosse lui stesso ad aumentare i prezzi.

«Ho 53 anni – dice – e faccio il benzinaio da 33 anni. Vedo che però sui social tutto sanno tutto di tutto ma spesso, purtroppo parlano senza sapere le cose. Da questi rincari ci rimettiamo anche noi perché non siamo noi che decidiamo il costo dei carburanti». Il gestore spiega come funziona il sistema. «Da quando il prezzo è stato liberalizzato – dice Bancalà – questo è quello che succede ma non siamo noi a decidere quanto far pagare la benzina ma la compagnia. Altra cosa, che i più non sanno, è che chi gestisce un distributore non ha un guadagno in percentuale sul prezzo ma una quota fissa al litro pari a 0,04 centesimi. Dunque per noi questi aumenti non sono un vantaggio. Se un gigliese va sulla terraferma e trova il carburante a meno è ovvio che fa il pieno e noi perdiamo soldi visto che sull’isola costa sempre un pochino di più».

Se la manomissione al cartello sia stata per mettere in difficoltà il distributore o solo una ragazzata non è chiaro. «Può essere stata anche una ragazzata sinceramente non lo», dice Bancalà.


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