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Già 500 profughi in provincia e tra loro 200 minori. «In arrivo tanti altri»
Per la maggior parte sono transitati dall’hub grossetano. La provveditrice: «La scuola è aperta, basta presentarsi»
GROSSETO. Sono 500, ad oggi, i profughi ucraini ospitati in provincia di Grosseto. Il dato è della prefettura, che sta monitorando gli arrivi. Tra di loro ci sono 200 bambini, mentre gli adulti sono per lo più donne.
Gli obblighi all’arrivo
Chi arriva in Italia gode di un permesso temporaneo di soggiorno che al momento dura tre mesi, ha copertura sanitaria e i minori possono andare a scuola. Occorre però comunicare la propria presenza alla prefettura e alla questura, e sottoporsi al tampone (entro 48 ore) e alla vaccinazione anti-Covid, se sprovvisti.
La registrazione può avvenire nei comuni o al centro di primo contatto allestito dalla Protezione civile del Comune di Grosseto all’ex circoscrizione Pace in via Inghilterra 47/A.
A ieri, 269 persone vi sono transitate, in media 38-40 al giorno. Il centro è aperto sette giorni su sette dalle 9 alle 18, ma apre anche al di fuori di questo orario, in caso di arrivi massicci di profughi. «L’altra sera – spiega l’assessore alla Protezione civile, Riccardo Megale – ci hanno avvisati dell’arrivo di un autobus a mezzanotte. È poi arrivato alle 4 del mattino. Le persone sono state rifocillate ed è stata data loro una prima accoglienza».
All’hub operano due interpreti, a turno, fornite dal Coeso e, da qualche giorno, un amministrativo dell’Asl per inserire nel sistema sanitario i profughi. I tamponi sono prelevati a turno da volontari dell’Humanitas, della Misericordia e della Croce rossa.
Chi arriva
Come detto, la gran parte sono donne e bambini. «Tra le persone transitate dall’hub di Grosseto – dice Megale – il 50 per cento sono minori, il 45 donne e il 5 per cento uomini, circa 12 persone». Come è noto, tutti gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono lasciare l’Ucraina perché chiamati ad arruolarsi.
Dove vanno
Circa 30 persone sono in centri di prima accoglienza gestiti dalla prefettura. Tutti gli altri sono ospitati da privati, parenti o conoscenti, o in sistemazioni messe della diocesi.
Quanti ne arriveranno
Difficile dire quanti profughi potranno arrivare in provincia ma, considerando la già numerosa comunità presente da prima della guerra, ce n’è da aspettarsene molti. «Quella di Grosseto è tra le 50 province con il più alto numero di ucraini già prima della guerra – spiega Megale – Considerando che siamo una delle province meno densamente popolate, il rapporto tra profughi e residenti è tra i più alti. Nell’Aretino vivevano finora 500 ucraini; nel Grossetano 1.600».
La scuola
Una delle prime priorità è restituire ai bambini una quotidianità il più possibile normale. Che passa anche dalla scuola.
Sono al momento una decina i minori già inseriti a scuola in provincia, tra primaria e secondaria (vedi articolo a destra). Il dato lo fornisce la dirigente scolastica provinciale Renata Mentasti. «La scuola accoglie tutti i minori, a prescindere dal loro status. Anche se non hanno il permesso di soggiorno, i bambini possono frequentare la scuola», spiega Mentasti. «Due volte a settimana monitoriamo la situazione, che è in divenire – prosegue – anche perché, sulla base di nuovi studenti, le scuole ricevono fondi dal ministero». Tutto quello che devono fare le famiglie è presentarsi a scuola. «L’indicazione è di andare alla scuola più vicina – spiega ancora Mentasti – poiché le scuole fanno anche da sportello informativo».
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