Gioco
La colf ha portato in salvo i nipoti nascosti per giorni in un garage
L’ucraina Dina è andata a prendere quattro familiari, di cui 3 bimbi. «Troppo orrore, ora sono con me»
ALBINIA. Dina Bugayenko è ucraina ma da anni vive in Italia dove si è sposata.
Abita ad Albinia. Alcuni giorni fa è partita con un pulmino della ditta Viaggi Vacanze di Renzo Caprini. Ad accompagnarli sono stati i titolari della ditta Lucio, Renzo e Marco.
Tutti loro sono arrivati con Dina in Polonia, dov’era parte della sua famiglia che aveva trovato riparo in un ritrovo per profughi.
Dina ha percorso migliaia di chilometri e in pochissimi giorni ha riportato a casa tre nipoti – due di 11 anni e una di quattro – e la figlia, madre di due delle bambine. L’altra, orfana di padre, il figlio di Dina, è venuta sola. La madre e un’altra figlia sono rimaste nella loro casa dove la situazione non era ancora troppo pericolosa.
Nonostante parte della sua famiglia sia al sicuro, la sua voce trema ancora per la paura e l’orrore della guerra, al pensiero di quello che la sua famiglia sta passando dal 2014 a oggi. Un orrore che sembra non avere mai fine. «Sono contenta di averli qui anche se non sono tutti – dice al Tirreno Dina – non credevo che sarei riuscita a portarli in Italia così presto».
Dina è felice per la i componenti della famiglia messi in salvo ma turbata. Ha la speranza che tutto finisca presto ma quello che sta vivendo il suo popolo la angoscia.
«Sono in Italia da alcuni anni – racconta – sono sposata ma non posso non pensare al mio popolo, al resto della mia famiglia che ho ancora in Ucraina».
Dina parla dei suoi nipoti che abitavano in un paese non lontano da Kiev e che hanno passato molti giorni in un garage insieme ad altre 16 persone.
«Stanno bene ma sono ancora turbati – aggiunge – Con la famiglia si sono dovuti nascondere in un garage. I genitori hanno spiegato loro il motivo e sono stati giorni molto duri e lunghi. I loro occhi sono ancora impauriti. Sono in un posto dove non conoscono la lingua ma sono con la loro nonna e io farò di tutto per loro. Spero che pian piano possano stare sempre meglio».
Bugayenko in Ucraina ha già perso un figlio di 27 anni. È stato ucciso nel 2014. Lei racconta con la morte nel cuore le sevizie a cui è stato sottoposto, lui che stava solo andando a portare cibo e aiuti in un luogo attaccato dai filorussi.
«Era un civile – dice – forse hanno sbagliato strada – continua – ed è finito dove non doveva. Era insieme a un ragazzo che i filorussi cercavano. Lo hanno catturato. Hanno cercato di farlo parlare per farsi dire dove fosse questo ragazzo. Mio figlio è stato torturato – dice con la voce rotta dal pianto nel ricordare fatti atroci – legato con un filo di ferro e poi ucciso con un colpo alla testa. Lo hanno messo in un sacco e buttato nel fiume. Lo hanno trovato e seppellito come uno sconosciuto. Noi abbiamo cercato molto mio figlio e quando abbiamo trovato questo cimitero abbiamo scoperto che era lui solo grazie all’esame del dna».
Una storia triste e dolorosa che Dina non potrà mai dimenticare.
«Gli hanno conferito una stella come eroe di Ucraina – ricorda la madre – ma nulla me lo potrà restituire».
La famiglia di Dina, quindi, è in guerra dal 2014.
«Putin deve essere fermato – dice – la Russia deve essere bloccata perché tanto lui non si fermerà. Adesso questa situazione riguarda l’Ucraina ma poi sarà un altro paese. Lui vuole solo prendere altre terre. Non gli interessa altro».
Dina, sua figlia, i suoi nipoti sono tutti insieme adesso.
E lei tira finalmente un sospiro di sollievo mentre ringrazia il senatore di Forza Italia Roberto Berardi, il titolare della ditta per cui lavora il marito, Renzo Caprini e i figlio Lucio e Marco.
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