Sicurezza
I bambini scrivono ai piccoli profughi «Viva la pace» «E abbasso Putin»
Un volontario sistema i medicinali destinati al fronte e scopre disegni contro la guerra: «Mi sono commosso»
GROSSETO. In mezzo agli scatoloni di medicine, tra disinfettanti, vitamine e antibiotici, sono comparse alcune cartine. «All’inizio ho pensato che fossero fogli per avvolgere i farmaci, ma quando li ho aperti ho trovato una sorpresa».
«Viva la pace», c’era scritto. «Spero che questa guerra finisca per sempre e non ritornerà mai più». I piccoli maremmani hanno scritto e disegnato per i loro coetanei ucraini. Hanno sofferto per loro, e infilato alcuni fogliettini tra le scatole che i genitori stavano preparando per la parrocchia dell’Addolorata, dove sono arrivate in questi giorni tonnellate di materiale destinate alla terra di Kiev.
Se n’è accorto Carlo Ronconi, farmacista in pensione, oggi volontario in prima linea (è lui il responsabile dello smistamento dei farmaci per l’Ucraina che giungono alla parrocchia dell’Addolorata dall’intera provincia) , che frugando tra i medicinali si è commosso. «Avevamo dato indicazione – racconta – di donare confezioni di antinfiammatori, antipiretici. Sono arrivati anche molti antibiotici. Tutte le farmacie hanno aperto il loro cuore, è stata una gara di generosità, un esempio di condivisione e sostegno del dolore di quella popolazione che l’intera Maremma sta prendendo sulle sue spalle. Un mondo di passione, amicizia, semplicità e amore per la vita». Un mondo in cui, proprio mentre il materiale giungeva in una mole stratosferica grazie al cuore dei maremmani – tanto che lo stesso parroco don Marco Gentile ha parlato di «una risposta eccezionale» – è spuntata un’ulteriore sorpresa. «Dovendo controllare tutti i pacchi uno a uno, anche quelli che arrivano già chiusi ermeticamente, per verificare che non ci fossero farmaci scaduti o altro, in un paio di scatoloni ho trovato questi messaggi di alcuni bambini indirizzati alla terra d’Ucraina. Li ho voluti fotografare per quanto sono commoventi e capaci di esprimere tutti i nostri sentimenti più puri. Finito di controllare tutto, naturalmente ho rimesso i bigliettini ripiegati nelle scatole perché arrivassero a destinazione in Ucraina con i tir partiti da qua (dall’addolorata, ndr). Pensare che all’inizio sembravano quasi a protezione delle bottiglie di soluzione fisiologica! Mi sono venuti i lacrimoni agli occhi e ho capito quanta possibilità di riscatto ci sia in questo mondo». Intanto, la sua nipotina, a casa, scriveva una lettera al presidente russo. «Putin ti prego, smettila di fare la guerra. Così non ottieni niente. So che tu puoi essere bravo ma non lo vuoi dimostrare. Pace! Ti prego». Firmato Arianna, che ha 7 anni e fa le Elementari a Fonteblanda.
Anche don Vitaliy, ucraino classe 1981 di Charkiv, collaboratore del parroco dell’Addolorata e cappellano per gli ucraini in provincia di Grosseto, ha qualcosa da mostrare. Mentre è lì dentro nel suo ufficio estrae di tasca altri due disegni. «Me li hanno messi in mano alcuni bambini grossetani. “Li porti ai bambini ucraini arrivati in Maremma?”, mi hanno detto. Lo farò». Due disegni portano la firma di Pietro, Miriam e Alessandra. Rappresentano due alberi, uno triste e spoglio e uno lussurreggiante. La guerra e la pace. Don Vitaliy, nella sua stanza, organizza la catena dei soccorsi. Il suo telefono squilla in continuazione, a filo diretto con la sua terra. Mette in contatto le persone tra Italia e Ucraina, è in contatto con padre Andriy Lemchuk (parroco di una chiesa greco-cattolica in Ucraina) per organizzare gli aiuti. Si informa, soffre, lavora. Il prossimo tir di aiuti, come fa sapere la Diocesi, sarà caricato domani in serata all’Addolorata.
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