Sicurezza
Delirio no-vax contro Michele. La compagna: «Vi denuncio tutti»
Michele Scuffiotti, l’edicolante innamorato di musica, è morto sabato scorso, a quattro mesi dal suo ricovero
GROSSETO. Michele Scuffiotti, l’edicolante innamorato di musica, è morto sabato scorso, a quattro mesi dal suo ricovero. La città è rimasta sconvolta dalla notizia. Tantissimi i messaggi di amore e di affetto rivolti a babbo Sandro e a Rosaria, la compagna di Michele.
Purtroppo, non tutti hanno un animo sensibile. C’è chi non si è lasciato scappare “l’occasione” e ha usato la morte di Michele come un modo per cercare di far valere le proprie idee.
Sui social si è scatenata una follia no-vax sotto alcuni post che Michele aveva pubblicato nei mesi scorsi per raccontare che si era vaccinato contro il Covid-19 e sostenere così la campagna vaccinale.
Nel delirio no-vax la sua morte sarebbe riconducibile al vaccino. «Solo un’altra vittima che si è fidata del demonio. Sto ancora aspettando di leggere una vostra digressione che dimostri che il vostro amico non è deceduto causa tre iniezioni di sostanze sperimentali», commenta un uomo, che per ore si è accanito non solo contro Michele e contro ciò che aveva scritto nei suoi post, ma anche contro chiunque cercasse di metterlo a tacere. «Addio, “furbizio”!», scrive un altro.
In un altro post, in cui Michele aveva scritto di aver prenotato la prima dose, ieri una donna ha commentato: «Occhio ai malori».
Michele aveva scritto un altro post una volta ricevuta la seconda dose. Ieri, una donna ha commentato: «Trenta settimane e ciao ciao». Persone sconsiderate che si sono arrogate il diritto di offendere e umiliare una persona ormai deceduta, presentandosi come dei “messia” pronti a mostrare agli “incoscienti che si sono fatti la punturina” cosa succede a chi si sottopone al vaccino.
I loro profili sono stati segnalati da quanti, inorriditi, hanno letto i loro commenti. Questi commenti sono gravi, davvero. E non solo perché imputerebbero la morte di Scuffiotti a una diretta conseguenza della vaccinazione contro il Covid-19, ma anche perché sono state usate parole pesanti. Offese e parole d’odio contro chiunque si sia messo nel mezzo, cercando di far capire a queste persone quanto i loro commenti non solo fossero fuori luogo, ma anche passibili di denuncia.
E la denuncia è proprio ciò che li aspetta. «Chi infanga Michele deve fare i conti con me – scrive la compagna di Michele, Rosaria sul suo profilo Facebook –, Vi faccio a pezzi, non vi di scampo. Vi denuncio a tutti!».
Le persone che hanno commentato non hanno tenuto conto del fatto che quei commenti avrebbero potuto ferire le persone che volevano bene a Michele, proprio in uno dei momenti di massimo dolore e fragilità.
Michele non c’è più, non può più rispondere a questi “leoni da tastiera”, ma il suo pensiero era ben chiaro: «Leggo post in cui ci si lamenta degli “scontri” social tra vaccinati e no-vax – aveva scritto Scuffiotti a luglio – Non c’è da lamentarsi, c’è solo da vaccinarsi. Punto».
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