Grosseto, falsi certificati per rilasciare il Green pass: indagata la direttrice di un pronto soccorso
Dieci perquisizioni: secondo la Procura la dottoressa, un collega e altri sanitari e familiari avrebbero aggirato le norme per ottenere il superpass
GROSSETO. La direttrice del pronto soccorso di uno degli ospedali della provincia di Grosseto è indagata dalla Procura di Grosseto con l'ipotesi di reato di aver falsificato i documenti per ottenere, e far ottenere, il Green pass rafforzato. E con lei sono indagati altri undici tra infermieri, medici e parenti.
La dottoressa avrebbe dovuto essere vaccinata contro il Covid-19, come prevede la legge. E invece, non solo non lo era ma, secondo la Procura, avrebbe sfruttato la propria posizione, in concorso con alcuni dei suoi sanitari, per procurare falsi certificati di avvenuta guarigione dal Covid-19, in modo da far ottenere loro il Green pass rafforzato.
Come? Attestava falsamente i suoi accessi al pronto soccorso e quelli di alcuni suoi familiari, anch'essi non vaccinati, accettando tamponi molecolari provenienti dall’esterno e certificandone invece l’avvenuta esecuzione all’interno del nosocomio. In questo modo tutti i tamponi, poi ovviamente risultati positivi, permettevano loro di ottenere la guarigione dalla falsa malattia e il conseguente rilascio del “certificato verde Covid-19”, unico mezzo, alternativo alla vaccinazione, necessario a conseguire il Green pass rinforzato.
In questo modo, in base alla recente normativa, ha potuto continuare a esercitare la professione sanitaria.
Oggi, 9 marzo, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Grosseto, in collaborazione con i colleghi del comando provinciale di Grosseto, al termine di una articolata e complessa attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore, Federico Falco, durata oltre tre mesi, hanno dato esecuzione a due provvedimenti della misura cautelare dell'interdizione dall'esercizio dell’attività medica nei confronti della direttrice di pronto soccorso e di un medico in servizio nella medesima struttura.
Si tratta di Fabiola Angeli, direttrice del pronto soccorso dell'ospedale di Castel del Piano.
Durante la medesima attività sono state eseguite 10 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti indagati, tra infermieri, medici e parenti di quest’ultimi, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver falsificato documentazione sanitaria finalizzata alla processazione di tamponi Covid-19.
Inoltre, è stato eseguito il sequestro preventivo presso i ministeri della Salute ed Economia e Finanza dei certificati digitali Green pass degli indagati.
Il procedimento penale è in fase di indagini preliminari e, pertanto, tutti gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti, fino al definitivo accertamento di colpevolezza.
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