Il Tirreno

Grosseto

Caro gasolio, incrociano le braccia circa 30 barche e oltre 100 lavoratori

Andrea Capitani
I pescherecci fermi a Porto Santo Stefano (foto Enzo Russo)
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I pescherecci fermi a Porto Santo Stefano (foto Enzo Russo)

Pescatori in sciopero fino a domenica. «I prezzi sono più che raddoppiati, non ce la facciamo ad andare avanti»

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MONTE ARGENTARIO. Una settimana a terra per il caro gasolio. I pescatori dell’Argentario aderiscono allo sciopero generale indetto da tutte le marinerie italiane, comunicato dall’Associazione Produttori Pesca in seguito a un’assemblea tenuta domenica a Civitanova Marche, in provincia di Macerata.

Sono oltre un centinaio i lavoratori sul promontorio che non usciranno in mare per la propria attività di pesca, in linea con tutti i colleghi della filiera nazionale.

Una trentina le imbarcazioni totali – 22 solo a Porto Santo Stefano, il resto a Porto Ercole – che per tutta la settimana non consumeranno carburante. È questo il motivo che ha spinto il comparto a fermare i motori e a restare in porto, nella speranza che il vertiginoso innalzamento dei prezzi fermi la sua corsa e i costi tornino sostenibili per gli armatori.

Le proteste raccolte dai tantissimi pescatori nei giorni scorsi, che lamentavano una gestione ormai insostenibile, sono quindi sfociate nel fermo fino a domenica.

«Siamo tutti in sciopero, abbiamo fermato le barche per tutta la settimana – spiega Giancarlo Cerulli, che fa parte della direzione della Cooperativa Costa d’Argento – Oggi (ieri, ndr) consegneremo i ruoli (gli equipaggi delle imbarcazioni) alla Capitaneria di Porto. Adesso aspetteremo di vedere cosa succederà, molti di noi parteciperanno anche alle manifestazioni che verranno organizzate in giro per l’Italia».

Manifestazioni che al momento non sono previste sul promontorio. «Domenica sera i pescatori si sono riuniti e ci hanno detto che aderiscono allo sciopero – prosegue Cerulli – Il caro gasolio è insostenibile, con questi prezzi non ce la facciamo ad andare avanti. Adesso siamo arrivati a un euro al litro e sta aumentando in continuazione». Per le imbarcazioni che consumano una media di 5mila litri di gasolio a settimana i conti sono presto fatti, considerando che il prezzo è arrivato a circa un euro al litro. Basti pensare che, un anno fa, costava almeno la metà.

Oltre ai pescherecci ieri hanno deciso di fermarsi anche i lavoratori della piccola pesca. Sono circa una quindicina le barche di questa filiera che, per tutta la settimana, resteranno in porto per gli stessi motivi. «Abbiamo aderito anche noi – spiega Fabio Sclano, uno dei pescatori della piccola pesca – Il caro gasolio colpisce anche noi. È arrivato a un euro al litro, fino all’anno scorso lo pagavamo 40-45 centesimi, siamo arrivati a più del doppio. L’impatto è proporzionale perché abbiamo meno spese rispetto alla grande pesca, ma anche meno guadagni. E questo vale per tutti». Se lo sciopero porterà a dei risultati è ancora presto per dirlo, ma le premesse non fanno ben sperare: alla situazione già drammatica registrata da qualche tempo si è infatti aggiunto anche il conflitto bellico tra Russia e Ucraina, che avrà evidenti ripercussioni economiche. Il futuro è però ancora da scrivere.

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