Italia
Intitolazione al fascista Balbo. Segre: "Nessuna lettera al sindaco di Orbetello"
Risolto il giallo della missiva infuriata (che non c’è), la cittadinanza onoraria “suona” incompatibile
ORBETELLO. La senatrice a vita Liliana Segre non ha inviato nessuna lettera al sindaco di Orbetello Andrea Casamenti. Lo dice al Tirreno la segreteria della senatrice, presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Il nostro quotidiano ha contattato la segreteria a Roma e questa è stata la risposta. La lettera non c’è.
Si chiude così il “giallo” che aveva visto la luce nei giorni scorsi in riva alla laguna: ovvero la voce, circolata negli ambienti del Pd, che la senatrice Segre avesse spedito al primo cittadino orbetellano una lettera dai contenuti infuriati. Lettera che però Casamenti ha smentito al Tirreno di aver ricevuto.
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La questione riguarda l’intitolazione del parco dell’ex Idroscalo a “Italo Balbo aviatore” proposta dalla maggioranza di Patto per il futuro. Sempre a Orbetello nei giorni precedenti era stato chiesto da Alternativa Orbetello (anche se poi non ha avuto seguito) il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, deportata e sopravvissuta ai campi di concentramento. Secondo le voci che si erano diffuse nella presunta lettera mandata da Segre a Casamenti, la senatrice avrebbe sostenuto di non poter accettare la cittadinanza onoraria di un paese che intitola un parco a un gerarca fascista.
Della missiva al sindaco Casamenti, in queste ore ha chiesto conto pubblicamente su Facebook il segretario dell’Unione comunale Pd di Orbetello Rodolfo Bassi. E il primo cittadino è cascato dalle nuvole chiedendo: «Che lettera?». Un scambio di battute fra segretario e sindaco e che poi sarebbe scomparso dai social, non si sa per mano di chi, come conferma Bassi.
Ora, sciolto il mistero della lettera che abbiamo appurato non esserci stata, il quadro però non cambia riguardo alla proposta di cittadinanza onoraria e alla sua accettazione o meno da parte della senatrice, la quale in situazioni del genere ha già mostrato una sua ferma e netta contrarietà ad accogliere un’onorificenza che si “accavalla” con personaggi del fascismo. Lo dimostrerebbe quanto accaduto a Verona nel 2020 e trasparirebbe dal tenore della risposta della segreteria della presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. A Verona Segre, nonostante avesse ricevuto la proposta di cittadinanza onoraria, l’aveva rifiutata per la concomitanza dell’onorificenza con l’intitolazione della via ad Almirante.
Anche a Orbetello il problema è rappresentato dalla mozione che sarà approvata il 9 marzo in consiglio comunale per intitolare un bene pubblico a Balbo, aviatore sì ma anche protagonista indiscusso del fascismo. Come ha dichiarato il figlio di Liliana Segre Luciano Belli Paci al Tirreno riguardo a quanto successe a Verona, «quando riferirono della doppia procedura a mia madre lei commentò: una via Almirante? Mi chiedo se sia lo stesso Comune. Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica». Anche a Orbetello, dice il figlio, se dovesse capitare questa “concomitanza” varrebbe lo stesso principio.
Insomma: lettera o non lettera il risultato non cambia e l’intitolazione a Balbo di parchi, strade o altro renderebbe quasi certamente incompatibile l’accettazione della cittadinanza alla Segre, qualora fosse formalizzata. Italo Balbo rimane uno scoglio insormontabile perché la senatrice possa accettare di legare il suo nome a un paese in cui c’è un “bene” intitolato a un fascista anche se autore di un’impresa storica come le Trasvolate atlantiche.
Per il momento Alternativa Orbetello non ha formalizzato la richiesta di cittadinanza per evitare che il nome di Segre e quello di Balbo si trovassero all’ordine del giorno nello stesso consiglio comunale. L’unica certezza rimane la discussione della mozione su Balbo nella prossima assise.
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