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Parla la mamma di Vladislav Maistrouk: «Mio figlio, giornalista a Kiev. La sua voce per un Paese libero»
Cresciuto a Grosseto, il giornalista sta raccontando in tv all'Italia, in presa diretta, l'orrore della guerra
GROSSETO. «Cercare di capire la logica di Putin è come cercare di capire la logica di un violentatore. L’unica cosa per cui il violentatore agisce è perché ha un’erezione. E così è per Putin… La Russia per otto anni ha cercato di violentare e uccidere l’Ucraina, mentre l’Europa faceva finta di non vedere. Adesso ha aperto gli occhi e sta agendo».
Per aprire gli occhi bisogna vedere. E per vedere occorre qualcuno che te lo mostri. La guerra in Ucraina si combatte davanti alle telecamere, agli smartphone, alle cronache in presa diretta di giornalisti coraggiosi che, a rischio della loro vita, spalancano gli occhi al mondo su quello che ogni mente razionale mai crederebbe possibile.
Tra quei giornalisti c’è anche un italo-ucraino, più precisamente un grossetano-ucraino, Vladislav Maistrouk, 37 anni. Maistrouk è una delle voci più libere e schiette dell’Ucraina e in questi giorni sta partecipando a diverse trasmissioni tv – Carta Bianca, L’aria che tira, Non è l’arena, Piazza pulita – collegato da una Kiev sotto le bombe, a rischio della vita. Un giornalista capace di mostrare quel che per decenni non si è visto, o voluto vedere: la barbarie della politica putiniana culminata nella guerra.
Maistrouk è arrivato a Grosseto da bambino. È cresciuto qui, ha studiato qui, poi si è laureato a Firenze in giornalismo e ha deciso di tornare nel suo Paese natale per svolgere quello che per molti è il mestiere più bello del mondo. Un mestiere, che spesso, è anche tra i più pericolosi. Nel suo caso, certamente sì.
A Grosseto vivono ancora i genitori, Igor e Inna Maistrouk. Inna è un’ex ginnasta, insegnante all’Asd Artistica Grosseto. E da pochi giorni sono venuti a stare qui anche la ex moglie e il figlio di 5 anni e mezzo, fuggiti dall’assedio di Kiev. Vladislav è rimasto nella capitale ucraina.
«Le mie alunne mi mandano le sue foto quando lo vedono in tv – dice Inna – Cosa provo a vederlo là? Da una parte…». Una lunga pausa per raccogliere il fiato. «Be’, “orgoglio” è banale. Provo gioia perché abbiamo cresciuto nostro figlio nel modo giusto».
I Maistrouk sono arrivati a Grosseto 32 anni fa. «Vladik aveva 6 anni – racconta Inna – Qua a Grosseto ha fatto tutte le scuole, dalle elementari al liceo linguistico Rosmini. Poi non sapeva se studiare architettura o giornalismo».
La strada l’ha scoperta grazie all’incontro con il giornalista ucraino Savik Shuster, famiglia dissidente al tempo dell’Urss, poi giornalista russo durante la perestrojka, celebre inviato in Afganistan, quindi vittima, come altri colleghi, del bavaglio imposto da Putin alla libera stampa. Durante la rivoluzione arancione è in Ucraina, dove diventa uno dei giornalisti più conosciuti e apprezzati. Insomma, un ottimo maestro per Maistrouk, con cui, condivide anche un lato italiano. «Ha una casa a Castiglione della Pescaia e una volta mia nuora lo incontrò per caso in bicicletta», racconta Inna.
«All’inizio Vladik faceva avanti e indietro dall’Ucraina – racconta ancora Inna – poi ha deciso di restare là. Vedeva che l’Ucraina si stava sviluppando, migliorava. Quando gli chiedevo perché non rimanesse in Italia, mi rispondeva: “Io sono cresciuto in Italia, in un Paese tollerante e democratico, e voglio che anche l’Ucraina vada verso questa direzione”». Una direzione evidentemente inaccettabile per Putin. Che ha reagito con le bombe. «L’Ucraina è bellissima, la gente viveva felice, in pace – dice ancora Inna –. Non riesci a credere che possano succedere queste cose nel tuo Paese». Una guerra che suo figlio sta raccontando in presa diretta.
E quanto sia importante il lavoro del figlio, Inna lo sta sperimentando sulla sua pelle. «Tanti russi che vivono qua, che io conosco, guardano la tv russa e sono riempiti di propaganda. Pochi mi hanno detto: “Mi dispiace, questa guerra è un errore”. Si limitano a dire: “Speriamo finisca. Questa politica… La verità sta nel mezzo”. È incredibile. Putin ha già violato tutte le leggi. Dicono che l’Ucraina è la culla della Russia, la madre del popolo slavo. E tu che fai? Spari nella culla? Uccidi tua madre?».
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