Gioco
Il Giudizio universale secondo Busonero. Un capolavoro riprodotto in pochi millimetri
Il pittore santostefanese specializzato in miniature ha completato la sua più recente opera, ispirata all’affresco di Michelangelo Buonarroti
Quando le piccole cose diventano grandi. È il caso de Il Giudizio universale di Michelangelo che è stato ridotto in un micro quadro “grande” 13 per 15 millimetri. È l’ultima fatica artistica del pittore santostefanese Stefano Busonero, classe 1947, con la passione per la pittura da quando ha l’età di 40 anni.
Per realizzare questa opera l’artista ha impiegato circa due mesi. Tutto è stato riprodotto alla perfezione. Il rispetto delle proporzioni di tutte le figure della grande opera michelangiolesca, che misura 12 per 14 metri, è stato completo. Stesso dicasi per i visi, i muscoli e ogni altro dettaglio dell’opera. Ogni particolare che il grande Michelangelo aveva affrescato, tra il 1536 e il 1541, su commissione di Papa Clemente VII per decorare la parete dietro l’altare della Cappella Sistina, è stato riprodotto da Busonero. Un’opera immensa tutta racchiusa in pochissimi millimetri.
Busonero è un artista davvero sui generis. Le sue opere, infatti, a parte quelle iniziali, sono tutte piccolissime. Alcune raggiungono appena 0,25 mm di grandezza. Un primato per cui è stato inserito nel 1996 nel libro dei Guinnes dei primati. Le sue opere sono dipinte con tecnica a olio e si dividono in tre categorie: miniature, piccole miniature e miniature microscopiche. Le miniature hanno dimensioni che vanno dai 30 per 30 ai 50 per 100 mm. La tecnica di esecuzione è molto particolare. I pigmenti sono a olio, i pennelli sono singolarmente delle sottilissime setole ricavate, dopo attente selezioni, dai pennelli più grandi o da peli di gatto. Le “tele”, dove egli stende il colore, sono generalmente di plastica. Molto spesso l’artista dipinge dentro le crune degli aghi da sarta e sulle punte degli aghi di siringa come avvenuto per la realizzazione del Giudizio univerasale.
I micropennelli che usa Busonero e che non sono reperibili in commercio devono essere fabbricati con tutto l’ingegno di cui le mani fermissime di Busonero sono capaci. Occorrono molti aghi di siringa per insulina. In essi si inserisce un pelo scelto di pennello o una minutissima piuma di un uccello acquatico. Per fare questo è necessario bagnare la punta dell’ago con la colla al cianuro. I dettagli delle sue opere, quindi, non sarebbero tanto perfetti se la sua mano non fosse ferma.
«La mano deve essere ferma – commenta – Tanto più è ferma la mano, tanto più belle e nette verranno le gamme cromatiche, gli stacchi e i contrasti, che dipendono soprattutto dalla non invasione reciproca dei colori. In altre parole se la mano trema mentre si esegue la colorazione, i colori si mescolano sulla tela togliendo contrasto, brillantezza e indebolendo la forza delle gamme cromatiche». Se la mano deve essere ferma per la vista Busonero si fa aiutare da uno stereoscopio. «Stereoscopio, non microscopio – precisa – Solamente lo stereoscopio dà immagini reali di profondità e non stanca assolutamente gli occhi, neanche se ci si lavora per una intera giornata. Comunque più di due ore di seguito non dipingo».
Busonero ha un sogno: portare il suo Giudizio universale in Vaticano, a papa Francesco. L’artista argentarino ha anche un altro dono da portare, eventualmente, in Vaticano: un altro micro quadro che raffigura i due papi che si danno la mano: “Incontro tra i papi”. Il micro pittore porta avanti anche un progetto: «Vorrei, per restare in tema, dare un contributo al mio Promontorio: vorrei aprire una galleria permanente del quadro microscopico, ad esempio un piccolo museo, senza scopo di lucro. Questo potrebbe avverarsi solo istituendo un’associazione culturale oppure che il mio lavoro e le mie opere fossero prese in considerazione dalle istituzioni, locali e non».
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