Il Tirreno

Grosseto


«Dopo l’incendio nessuno ci ha aiutato». La rabbia delle famiglie rimaste fuori casa

Maurizio Caldarelli
Gli inquilini si preparano all’accesso con vigili del fuoco e polizia municipale
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Gli inquilini si preparano all’accesso con vigili del fuoco e polizia municipale

Vigili del fuoco e polizia municipale hanno permesso agli abitanti di entrare ma solo per recuperare le cose più importanti

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GROSSETO. «Ci sentiamo abbandonati». Dopo la paura per l’incendio di lunedì notte, per le famiglie che vivono nel fabbricato ex Rama di via Oberdan-via Damiano Chiesa, è il momento della rabbia.
«Nessuno si è fatto vivo – dice Maria Elia – per chiedere se avevamo bisogno di una sistemazione. Speravo che il Comune ci contattasse, invece ognuno di noi si è dovuto arrangiare. Io, che vivo qua in affitto da quattro anni, sono stata accolta dai genitori del mio ragazzo». Maria, che vive al secondo piano, racconta quello che è successo l’altra notte. «Stavo guardando la tv con il mio ragazzo e a un certo punto si è spenta. Gli ho chiesto: “Hai spento tu?”. “No, è andata via la luce”, mi ha detto. Abbiamo sentito odore di fumo, abbiamo aperto la porta e ci ha invasi una nuvola nera. Io soffro d’asma, non riuscivo a respirare. Mi hanno ricoverata per un giorno con l’ossigeno. E ora, eccomi qua, con dei vestiti che mi hanno prestato le colleghe e senza una casa dove stare».
Proprietari e affittuari, al momento del corto circuito, sono stati portati in salvo, ma nessuno di loro aveva gli effetti personali e così ieri pomeriggio i vigili del fuoco e polizia municipale hanno consentito agli abitanti di rientrare in casa a prendere le loro cose: «Prendete il minimo indispensabile», si sono raccomandati, per velocizzare le operazioni. I residenti si sono presentati minuti di trolley e grandi borse per cercare di portarsi dietro qualcosa di più del minimo indispensabile, spuntando le cose da prendere da una lista scritta in anticipo.
A terra ci sono ancora i segni della notte di paura, i residui di quella nube nera che ha messo a repentaglio la vita dei residenti. Dall’ingresso dell’appartamento arriva ancora un odore acre. Vengono distribuite cuffiette usa e getta da indossare con il casco dei vigili del fuoco. E sono proprio i vigili del fuoco ad accompagnare a turno, a coppie, i condomini. Un agente della municipale spunta la lista delle persone. Nei prossimi giorni si potrà accedere per necessità nelle abitazioni, dopo aver telefonato al 112 per prendere appuntamento.
«Questo tipo di situazioni sono le più noiose – sottolinea uno dei vigili del fuoco uscito dalle abitazioni – richiedono diverso tempo per tornare alla normalità. Gli appartamenti sono anneriti dalla fuliggine, che ha impregnato i muri e anche i mobili». Le persone però sono consapevoli che non potranno rientrare a breve nei loro appartamenti.
L’incendio di lunedì sera può trasformarsi però nell’inizio di una nuova vita per Haivaz Nicolaie e Silva Stirbu, moldavo lui, romena lei, che si sono sistemati momentaneamente nell’abitazione dei genitori della donna, in una casa però troppo piccola per ospitare tutti. «L’appartamento di via Oberdan – dice Silva – per noi è piccolo. Ci abitiamo da quasi tre anni e mezzo, ma con i due bambini, un maschietto che ha compiuto domenica tre anni e una bambina di sedici mesi, non ci possiamo più stare». «Approfittiamo per chiedere aiuto alla città che ci ha accolto ormai da più di dodici anni – prosegue Silva – di darci una mano a trovare un appartamento in affitto con due camere, in una zona abbastanza centrale, vicino al centro, come potrebbe essere via Roma oppure piazza dei circhi. Non ci possiamo permettere di spendere più di 500 euro al mese ma abbiamo necessità di dare ai nostri figli lo spazio che meritano e far dimenticare loro la brutta notte di domenica. Specialmente il maschio è ancora impaurito per quello che è accaduto: ieri si è addormentato tra le mia braccia e all’improvviso ha cominciato a cercarmi, a dire “Voglio la mamma”. Spero che qualcuno comprenda la nostra situazione e ci aiuti a trovare una nuova sistemazione».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web