Il dolore
Profughi: nei centri d’accoglienza del Grossetano c’è posto per 50 persone
Dieci sedi a disposizione della prefettura, in parte occupate. Per donne e bambini in fuga si organizzano luoghi dedicati
GROSSETO. Circa 50 profughi in tutta la provincia. Questa la stima della capacità di accoglienza nel Grossetano, nelle strutture gestite dallo Stato attraverso la Prefettura, per ospitare le persone – soprattutto donne, anziani e bambini – che fuggono dalla guerra in Ucraina.
Il numero è emerso dalla ricognizione, fatta dalla prefettura, dei posti disponibili, o che potrebbero essere resi tali, nei dieci centri di accoglienza in provincia, il più noto dei quali è quello della Rugginosa, dove nei giorni scorsi sono arrivati i primi profughi.
La riunione
Ieri mattina la prefetta Paola Berardino ha riunito in prefettura il questore Antonio Mannone, il presidente della Provincia Francesco Limatola, il consigliere provinciale alla Protezione civile Valentino Bisconti, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’assessora ai Servizi sociali Sara Minozzi e l’assessore alla Protezione civile Riccardo Megale, il dottor Giorgio Briganti per l’Asl, rappresentanti della Croce Rossa e della Misericordia e don Vitaliy Perih, cappellano degli ucraini greco-cattolici.
Dieci strutture
Le dieci strutture sono più o meno quasi tutte occupate, anche se non fino alla capienza massima, e ospitano complessivamente circa 200 richiedenti protezione internazionale, quasi tutti uomini. E ogni settimana ci sono nuovi arrivi.
Un tetto solo per donne
Dall’Ucraina, invece, si aspettano per lo più donne e bambini, visto che agli uomini è vietato lasciare il Paese perché sono chiamati ad arruolarsi.
Occorre dunque prevedere per le ucraine abbiano strutture loro completamente dedicate, evitando la coabitazione con richiedenti protezione internazionale provenienti da altri Paesi. Riorganizzando le assegnazioni, dunque, per le ucraine in fuga i posti disponibili nelle strutture della prefettura sono circa 50.
Cercansi posti
La ricognizione dei posti sta comunque continuando. Dopo la richiesta di disponibilità di posti, inviata lunedì ai 28 sindaci della provincia, la prefettura è in attesa di conoscere la risposta. Altre sistemazioni, insomma, potrebbero essere trovati dai Comuni, anche attraverso le associazioni di volontariato del territorio.
Volontari in provincia
A questo proposito la Provincia ha messo a disposizione il coordinamento del volontariato provinciale, che comprende Misericordia, Croce Rossa e Caritas. Ovviamente, gli ucraini in fuga che abbiano contatti o familiari in provincia di Grosseto possono essere ospitati privatamente. Le persone con passaporto ucraino residenti in provincia sono circa 1.600 (dato della prefettura).
Assistenza e scuola
In attesa di trovare posto per chi arriverà, l’altro importante compito è individuare chi è già arrivato privatamente, per dargli assistenza.
Il compito, spiega il sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna, è «definirne i bisogni, accompagnarli nei vari percorsi di inserimento sanitari e burocratici, offrendo loro i servizi essenziali, soprattutto quelli dedicati ai più piccoli come l’inserimento nel sistema scolastico e dei servizi sociali».
Documenti e sanità
Sempre la prefettura, intanto, è al lavoro per definire anche altri importanti aspetti che riguardano il soggiorno dei profughi sul territorio, ovvero le pratiche per rilasciare la protezione internazionale e l’assistenza sanitaria. Per quanto riguarda il primo, la partita è ovviamente del ministero dell’Interno. Per l’assistenza sanitaria, in attesa che siano definiti i modi e i tempi, la Provincia di Grosseto si è offerta, sempre tramite il coordinamento del volontariato, di dare una mano per far accedere i profughi alla rete di solidarietà.
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