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Argentario, l'appello dei marittimi: «Più suolo pubblico e servizi»
L’associazione chiede al Comune di migliorare decoro e accoglienza per far crescere il turismo degli yacht
MONTE ARGENTARIO. Migliorare i servizi a terra e l’accoglienza degli yacht. L’Associazione Marittimi Argentario da 15 anni è al lavoro per cercare di risolvere le tante problematiche del settore diportistico. Tra queste, l’accoglienza e l’immagine che gli armatori dei grandi yacht trovano al loro sbarco, ma anche il miglioramento della vita dei lavoratori sia per quanto riguarda i corsi di aggiornamento che la ricerca di un impiego per chi ne è sprovvisto. Per farlo ha anche messo in programma – con il patrocinio del Comune di Monte Argentario e l’aiuto della Pro Loco Monte Argentario di Porto Santo Stefano, che partecipa all’organizzazione insieme all’Italian Yacht Masters – un convegno previsto per il 28 e 29 marzo in cui cercherà di mettere in risalto le qualità del promontorio per accrescere questo tipo di turismo.
LE CRITICITA'
Sono tante le criticità da migliorare per dare immagine al territorio. «Per migliorare il settore dello yachting – spiega il vicepresidente dell’Associazione Marittimi Argentario, il comandante Alessandro Galeani – ci vorrebbe una maggiore partecipazione da parte dell’amministrazione. Ad esempio, nella zona degli ormeggi occorrerebbe più suolo pubblico per i locali: trovare bar e ristoranti ottimizzati sarebbe un buon incentivo per questi armatori facoltosi. Anche abbellire il paese sarebbe un buon viatico per l’accoglienza. All’entrata del centro abitato la prima cosa che si incontra sono i bidoni della spazzatura, che si potrebbero mettere in un’altra posizione. Bisogna dare un’immagine meno “sporca”. Noi marittimi che giriamo molte località siamo abituati a vedere delle cose più sistemate. Il mare è bello, ma bisogna crescere sulla cultura dell’accoglienza. Chi viene da fuori può anche pagare certe cifre, ma al tempo stesso bisogna dare dei buoni servizi. Non ci si può improvvisare, nei locali il personale deve saper parlare almeno l’inglese. Basti pensare che al molo della Pilarella si possono accogliere anche due yacht fino a 80 metri. Dobbiamo ricordare che abbiamo tre o quattro mesi all’anno che vanno sfruttati al massimo».
LA RICERCA DEL LAVORO
L’associazione svolge un ruolo fondamentale anche per chi è in difficoltà nel trovare un lavoro. Nel 2021 ben 61 imbarchi sono stati trovati agli iscritti che hanno inviato il proprio curriculum. Numeri simili anche nel 2020 (63 imbarchi) e nel 2019 (68), a testimonianza di quanto sia importante fare rete in questo settore, dato testimoniato dal numero di tesserati in totale (353 gli iscritti all’Ama). «Spesso si pensa che sulle navi sono importanti solo comandanti e direttori – spiega Galeani – ma è importantissimo avere personale competente. Si tratta di lavorare su yacht di armatori abituati a stare in posti di altissimo livello. Non siamo un ufficio di collocamento, ma aiutiamo i nostri associati».
I CORSI
«Uno degli obiettivi è portare qua in futuro il numero maggiore di corsi di formazione – dice – Siamo costretti ad andare sempre fuori, ad esempio in provincia di Napoli, con spreco di risorse economiche da parte di tutti. Abbiamo anche provato a individuare un terreno per fare i corsi antincendio o di sopravvivenza. Uno degli obiettivi dei prossimi anni è portare qua la formazione professionale. Ma serve anche il sostegno dell’amministrazione e dell’istituto Nautico».
GLI ALTRI PROBLEMI
Il futuro di questo settore è nei mega yacht. «Il lavoro su queste imbarcazioni non è mai mancato, neanche durante la pandemia – puntualizza Galeani – Sulle barche più piccole ci sono invece stati dei problemi. Quando la nautica stava rialzando la testa è arrivata la pandemia. Le criticità emerse anche dopo le varie manifestazioni nelle piazze sono ancora presenti per tutti. Ci siamo resi conto che ci dobbiamo convivere. Sugli yacht ci deve andare la gente preparata e da qui bisogna ripartire».
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