Il Tirreno

Grosseto

Arrivati in città i primi 15 profughi. Mobilitazione per trovare alloggi

Perih e Shtayura con Turbanti 
e Vivarelli Colonna
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Perih e Shtayura con Turbanti e Vivarelli Colonna

La prefettura chiede disponibilità ai sindaci, oggi il summit. La Caritas diocesana: «Chi vuole accogliere, lo segnali»

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GROSSETO. Sono arrivati a Grosseto i primi 15 profughi dall’Ucraina. Lo si apprende dalla prefettura di Grosseto. Sono donne e bambini, giunti n tra domenica e ieri. Alcuni hanno trovato ospitalità da parenti che vivono sul territorio, altri sono alloggiati in luoghi di accoglienza predisposti col coordinamento della prefettura e che non sono stati resi noti.

Altre persone, in numero non ancora precisato, sono in arrivo nelle prossime ore. Si stanno predisponendo i centri di accoglienza.

La prefettura di Grosseto, come tutte le prefetture d’Italia, sta coordinando l’organizzazione dell’accoglienza. Ieri pomeriggio ha chiesto, con un’email, a tutti i 28 sindaci della provincia se hanno la disponibilità di posti per accogliere i profughi. Oggi alle 12,30 in prefettura si farà il punto, in un incontro con i rappresentanti del Comune di Grosseto, della Provincia, dell’Asl, della questura, della Croce Rossa e con la presenza di don Vitaliy Perih, cappellano degli ucraini greco-cattolici del Grossetano. L’obiettivo è definire una comune strategia di accoglienza.

Email per ospitare

Intanto la Diocesi si mette a disposizione. «Molti – dice il vicario generale della Diocesi, don Paolo Gentili – ci chiedono come aiutare questi fratelli che arrivano. Chi può aprire la propria casa o un altro alloggio a sua disposizione può segnalare la disponibilità a info@diocesidigrosseto.it indicando i propri dati, un recapito telefonico e possibilmente un sacerdote di propria conoscenza». Il direttore di Caritas diocesana, don Enzo Capitani, farà da riferimento per l’accoglienza.

Chi non ha questa possibilità può contribuire con un’offerta. È stato aperto un conto dedicato gestito dalla Diocesi IT93R0503414302000000007325, causale: pro Ucraina. «Quanto sarà versato servirà esclusivamente per gestire l’accoglienza dei fratelli ucraini che arrivano tra noi. Naturalmente ci muoviamo in accordo con sindaci e prefettura», dice Gentili.

Colombe per la pace

Anche il Comune sta predisponendo in queste ore un conto corrente per raccogliere fondi. E al lavoro operativo affianca i segni di solidarietà della comunità maremmana alla comunità ucraina.

Ieri mattina il sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, insieme al presidente del consiglio comunale, Fausto Turbanti, e all’assessora al sociale Sara Minozzi, ha ricevuto in Comune don Vitaliy Perih, cappellano degli ucraini greco-cattolici di rito bizantino in provincia, e Anastasiya Shtayura, rappresentante della comunità ucraina di Grosseto.

«Oggi più che mai – dice il sindaco – come popolo italiano e come singoli cittadini, abbiamo il dovere di gridare il nostro no alla guerra ed essere pronti a porgere la mano a chi soffre. Un “no” che è espresso chiaramente anche nell’articolo 11 della nostra Carta costituzionale, che afferma il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Il messaggio che ho voluto portare alla delegazione ucraina è stato proprio questo: noi ci siamo». Nella mattinata delle prime trattative in Bielorussia per cercare una soluzione al conflitto, il sindaco, don Vitaliy e Shtayura hanno sottolineato l’importanza del momento con un gesto simbolico: il lancio di tre colombe bianche simbolo di pace. Le colombe hanno spiccato il volo dopo qualche esitazione, strappando un sorriso in un momento così buio.

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