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Bocciate le proroghe alle concessioni Sani: «Ritentiamo nel decreto Energia»

Francesca Ferri
Una spettacolare illuminazione della centrale di Monterotondo
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Una spettacolare illuminazione della centrale di Monterotondo

E il segretario Termine chiede al concessionario «un salto di qualità e investimenti più forti per il territorio»

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GROSSETO. Niente da fare per la richiesta di prorogare le concessioni geotermiche al 31 dicembre 2039. Almeno, non per ora. Gli emendamenti al decreto Milleprorghe, proposti un mese fa dal Pd – a firma anche del deputato maremmano Luca Sani – e dalla Lega, non sono stati approvati.

Pd e Lega sollecitavano di intervenire sull’articolo 5 del decreto Milleproroghe, chiedendo una proroga delle concessioni geotermiche «al massimo sino al 31 dicembre 2039», in considerazione dei piani di investimento pluriennale programmati e agli ammortamenti degli impianti e degli investimenti effettuati fatti dal concessionario, che è Enel Green power. Nella sola Toscana sono 34 le centrali geotermiche (articolo in basso) e la Regione vorrebbe raddoppiare la potenza per coprire ulteriormente il fabbisogno di energia.

L’emendamento è stato cassato perché, spiega il deputato Luca Sani, «essendo il Milleproroghe un decreto generico, siccome le scadenze non erano nell’anno in corso, l’emendamento non era ammissibile». Le concessioni scadono infatti nel 2024.

Una bocciatura, dunque, “tecnica”, che non spaventa Sani. «Il tentativo adesso – dice il deputato Pd – è di andare al decreto Sostegni o, ancora meglio, su quello Energia, più pertinente, anche alla luce delle dichiarazioni fatte oggi (ieri per chi legge) in parlamento rispetto alla crisi energetica».

Nei prossimi giorni si avvia l’esame alla Camera del decreto Energia e verrà fissato il termine per presentare gli emendamenti.

«Al di là dell’importante supporto di tutti i sindaci – dichiara sul sito del Cosvig Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo – vorrei fare un ringraziamento ai presidenti Giani e Mazzeo. L’emendamento è nato su iniziativa della Regione Toscana e dei parlamentari del Partito democratico, che poi hanno trovato convergenze con la Lega. È stato cassato per motivazioni tecniche» e «i soggetti di cui sopra proveranno a reinserirlo, alla luce delle indicazioni avute, come detto da Mazzeo».

«INCENTIVI A ENEL»

E sempre Giacomo Termine, nella sua veste di segretario provinciale del Pd, lancia un appello. Da un lato chiede che siano ripristinati gli incentivi statali per le centrali ad alta entalpia (gli impianti più grossi, le cosiddette centrali flash) , che sono stati tagliati nel 2019, con il decreto Fer 1. Dall’altro chiede a Enel Green power di «massimizzare le ricadute sociali, occupazionali ed economiche connesse a ogni impianto attuale e futuro».

Nello specifico, Termine chiede di impiegare l’energia termica residua a favore del sistema economico locale con progetti di teleriscaldamento in una percentuale pari almeno al 50 per cento dell’energia termica prodotta annualmente e non utilizzata per la produzione di energia elettrica» e di prevedere «iniziative volte all’utilizzo, in una percentuale pari ad almeno il 10 per cento, dell’anidride carbonica (Co2) emessa dall’impianto».

Chiede inoltre al governo di prevedere «l’indennità di compensazione ambientale per ogni centrale nuova o attuale oggetto di revamping o incremento di potenza», e, alla Regione, di approvare le aree non idonee agli investimenti geotermici, una mappa che allo studio da anni ma che ancora non vede la luce.

«Negli ultimi anni – dice Termine – Enel Green power, attuale concessionario, anche a fronte dei record di produzione raggiunti ogni anno, non ha favorito una sostanziale crescita economica nel suo comprensorio di riferimento. Rispetto a 20 anni fa i territori geotermici hanno subito una sostanziale regressione o stagnazione. Pensare che il fatturato di Enel Green Power sia l’unico parametro di sviluppo da misurare, è il modo migliore per lasciar deperire queste zone, rendendo più povera tutta la Toscana oltre che l’Italia. È necessario ripartire con decisione e difendere questa grande e indispensabile risorsa energetica associandola al grande valore dei nostri borghi, degli straordinari paesaggi, della cultura, tradizioni e prodotti».

L’eventuale proroga delle concessioni per l’uso della risorsa geotermica «è una grande opportunità dal punto di vista della produzione energetica nazionale – dice Termine – ma è essenziale che Enel Green power compia un salto di qualità e sostenga un impegno considerevolmente maggiore rispetto alle risibili risposte date al territorio in questi anni, ma quanto fatto finora non basta. Il piano di investimenti di Enel garantisce, oltre a un maggiore fatturato dell’azienda, anche milioni di investimenti che solo in parte ricadranno sul territorio, ricaduta spesso insufficiente analizzando il trend degli ultimi anni sulla base degli appalti effettuati».
 

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