Il Tirreno

Grosseto

la testimonianza 

A Vinnytsja per lavoro, cerca di lasciare il Paese ma gli si rompe l’auto

Nicole Terribile
Domenico Raguseo con la moglie Olga nella loro casa di Mosca
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Domenico Raguseo con la moglie Olga nella loro casa di Mosca

L’incredibile vicenda di un 35enne: doveva portare una macchina a Grosseto, ma la marmitta va ko. Ora è in attesa in Ungheria

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GROSSETO. Partenza da Vinnytsja, città dell’Ucraina centrale, arrivo a Grosseto. Un viaggio lungo 22 ore e 22 minuti. Un viaggio di lavoro che si è trasformato in un viaggio della salvezza per Domenico Raguseo, un imprenditore italiano di 35 anni.

L’uomo si trovava in Ucraina per motivi di lavoro, a bordo della macchina di un amico. Il viaggio era stato programmato da circa un mese: con un post su Facebook, Raguseo ha fatto sapere che poteva offrire un passaggio fino a Grosseto.

Un paio di persone si sono informate, ma nessuno ha accettato il passaggio. Fino a ieri mattina quando, visto il precipitare della situazione, tante persone lo hanno chiamato, ma l’imprenditore aveva già raggiunto il confine.

Il 23 febbraio Ragueseo era a Kiev ed era tutto tranquillo: nessuno immaginava che di lì a poche ore sarebbe scoppiata la guerra.

«Sono abituato a viaggiare: ogni 24 ore sono in un Paese diverso. Sapevo che la situazione in Ucraina non era delle migliori, ma ero tranquillo – racconta Raguseo al Tirreno – Ma più passavano le ore, più capivo che la situazione stava peggiorando. Mi hanno chiamato parenti, amici, mia moglie: tutti erano preoccupati».

E anche il suo viaggio da Vinnytsja alla frontiera ucraina diventa sempre più frenetico.

La mattina del 24 febbraio Raguseo arriva alla frontiera con l’Ungheria e la fila di macchine dietro la sua continua ad aumentare: sono iniziati i bombardamenti delle truppe russe e gli ucraini cominciano a scappare dal loro paese. Qualcuno prende uno zaino, mette dentro le prime cose che capitano e corre verso la frontiera. Raguseo è un passo dal lasciare quel Paese sempre più in crisi, quando la macchina su cui sta viaggiando decide di giocargli un brutto scherzo: si rompe la marmitta e si buca una gomma; nessuno si ferma ad aiutarlo, sono tutti presi dal panico.

Il trentacinquenne mantiene la calma, ma le disavventure non sono finite: una volta raggiunta la dogana è costretto a lasciare l’auto, perché non ha con sé alcuni documenti.

«Gli ungheresi hanno organizzato dei furgoncini per portare le persone agli hotel, dato che molti di noi erano a piedi», racconta.

Una volta recuperati i documenti, Raguseo dovrà rientrare in Ucraina per prendere la macchina dell’amico, che è parcheggiata vicino alla dogana.

«La mia unica paura è che, mentre sono in Ucraina, venga lanciato un allarme e non si possa rientrare in Europa», dice.

Il pensiero di Raguseo va subito alla moglie, Olga, e alla loro piccola Sofia, di appena cinque mesi. «Ho un volo prenotato per il 26 che mi riporterà a Mosca dalla mia famiglia. Spero di riuscire a raggiungerle».

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di Redazione web