Il Tirreno

Grosseto

comunità in lutto 

Prof universitario e poliglotta ucciso dalla malattia a 60 anni

Elisabetta Giorgi

Salvador Pippa insegnava a Roma. Era traduttore e autore di importanti testi Il dolore di Cristina Citerni: «Amico fraterno, mente brillante». Domani il funerale

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GROSSETO. È morto a 60 anni Salvador Pippa, stimatissimo docente universitario di Grosseto. Insegnava lingue all’Università di Roma Tre, era malato da tempo. Si è spento a Firenze nella sua casa di campagna ma a Grosseto è ricordato da un immenso numero di persone che gli volevano bene. Personalità brillantissima, una «mente veloce» come lo descrive la sua amica (praticamente sorella) Cristina Citerni, docente del Rosmini, sua coetanea che lo conobbe giovanissima sui banchi del liceo e da allora non l’ha più perso di vista. Sempre uniti, sempre l’uno al fianco dell’altro. Un’amicizia inossidabile, un’affinità intellettuale, una comunanza dalle solide radici. Un affetto sincero e leale durato tutta la vita. «Con Salvador – racconta in lacrime Citerni – siamo stati compagni di banco fin dalla quarta ginnasio, sempre attaccati per tutti e cinque gli anni del Classico. Da ragazzi ci assomigliavamo perfino, ed eravamo così affiatati che tutti erano convinti che fossimo fratello e sorella. Entrambi minuti, tutti e due riccioletti. Da lì in poi ci siamo frequentati per tutta la vita: mai persi di vista. Anzi, Salvador è stata la persona più presente nella mia vita, accanto alla mia famiglia, tanto che mia figlia l’ha sempre considerato un padre putativo». Anche come ex studente del liceo, una ex professoressa lo ricorda bene come «uno studente intelligente, brillante e pieno di interessi. Sono profondamente addolorata», dice.

Salvador era nato a maggio del 1961. Fin da giovane era stato attratto dalle lingue e culture straniere. Dopo il liceo era andato a studiare all’Università di Trieste, si era laureato con lode in spagnolo, francese e portoghese, poi era entrato come docente. Nella città friulana era rimasto tanti anni, poi aveva voluto “scendere” di nuovo per riavvicinarsi alla Maremma dove c’era la sua famiglia d’origine, il babbo e la mamma (poi morti qualche anno fa) e la sorella cui era legatissimo. Nella Capitale era approdato all’Università di Roma tre, insegnando Lingue portoghese e brasiliana al Dipartimento di lingue, letterature e culture straniere. Ed è stato questo il suo ultimo lavoro come docente.

Era un poliglotta, parlava inglese, francese, spagnolo, portoghese e portoghese brasiliano, greco moderno. Non si contano le pubblicazioni internazionali su riviste e libri – racconta Cristina Citerni – «oltre che con un’intensa attività di interpretariato e traduzione simultanea, spesso per conto di istituzioni eccellenti». Tra le altre cose fece da interprete per un incontro dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Da ultimo si era ritirato in una sua casa nella campagna di Firenze. Lavorava a distanza per l’università. Purtroppo la malattia che l’ha colpito da due anni non gli ha lasciato scampo. «Una persona eccezionale, un uomo semplice che a Grosseto, quando tornava, non amava farsi chiamare “professore” ma solo con il suo nome di battesimo», nonostante la carriera e un curriculum stellari. «È stato un uomo di ragionamento, profondo e colto ma anche di spirito vivace, di battuta pronta, simpaticissimo e di una leggerezza incredibile», dice Citerni. Avrebbe compiuto 61 anni il 5 maggio. Oggi pomeriggio il corpo torna a Grosseto. La camera ardente sarà allestita all’obitorio dell’ospedale. Il funerale domani alle 15,30 alla chiesa del Cottolengo.

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